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Come gestire lo stress da rientro dalle vacanze con la pianificazione

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Senza relax non potrai mai mantenere il focus per tanto tempo, cioè non riesci a lavorare bene, ma senza lavoro non puoi fare (probabilmente) le vacanze. E questo purtroppo è così per quasi tutti.

Ma anche questa volta ci viene d’aiuto la pianificazione!

Essendo in luglio chiaramente parliamo delle vacanze estive più lunghe, ma in realtà il concetto è valido anche per le toccata e fuga durante l’anno.

Se sei imprenditore hai la fortuna di poter pianificare le proprie ferie, sempre se il tuo business non ha stagionalità e se sei abbastanza organizzato. Uno stacco totale o quasi serve per tutti, ma è chiaro che essendo tu il capo devi gestire in anticipo tutti i settori della tua attività, personale compreso. Quindi quando parliamo di pianificazione non parliamo chiaramente della navigazione su booking… 😉

Per scegliere il periodo migliore, devi prendere in considerazione diversi criteri, tra cui l’andamento del tuo business, e il tuo livello di energia. Senza i riposi regolari (pianificati) non potrai mai essere produttivo.

L’effetto positivo delle vacanze scompare in poche ore, se il rientro è gestito male. Rientri al lavoro con l’ansia di avere troppo da fare, e entri nel classico frullatore del “non so da che parte iniziare”.

Togliere i pensieri fastidiosi dalla testa e rientrare al lavoro in modo tranquillo è possibile, se hai una pianificazione completa, anche per il post vacanze.

Per la prima settimana devi considerare le urgenze, e le priorità dell’operatività, ma tutto questo con un ritmo non frenetico. E’ inutile iniziare il primo giorno con 16 ore di lavoro e buttare via i benefici delle vacanze.

Ma è possibile? Sì, se fai la tua pianificazione prima di partire!

Ecco alcuni consigli

 

  • Dovrai fare una lista delle cose da fare al rientro e spalmarle durante la prima settimana. Lasciando abbastanza spazi per le emergenze e le urgenze.
  • Ricordati di mantenere le buone abitudini delle vacanze, continua una vita sana, con alimentazione corretta e attività fisica regolare.
  • Evidenzia le ore migliori dal punto di vista energetico e pianifica le attività più complesse di conseguenza.
  • Tieni ben presente le tue priorità e le attività più redditizie.
  • Fatti aiutare, magari è arrivato il momento di delegare, per poter aumentare le entrate del tuo business. Non sai come iniziare? Scarica il mio kit gratuito!

 

Kit delega

 

Se rientri al lavoro e sai già con quali lavori devi iniziare, senza perdita di tempo per pensare a tutte le cose da fare, e hai la certezza che entro la fine della settimana potrai evadere tutti i lavori, riuscirai a mantenere la calma, dare il massimo al lavoro e nello stesso tempo prolungare l’effetto rigenerante delle ferie.

Ti svelo un piccolo segreto: più organizzato sei, meno le emergenze si fanno sentire durante le vacanze e nei primi giorni di rientro!

 

 

 

Krisztina FekecsCome gestire lo stress da rientro dalle vacanze con la pianificazione
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Come utilizzare Trello per la tua contabilità interna

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Indipendentemente dal software che usi per la fatturazione (elettronica o non) hai sicuramente bisogno di un metodo e di un tool per gestire le spese della tua attività più in generale la tua contabilità interna, vediamo quindi come utilizzare Trello per la tua contabilità interna.

Per la maggior parte dei freelancer si tratta di un’attività noiosa e rognosa, per non parlare dello stress accumulato per le fatture ancora da pagare.

Come anticipato ci vogliono un metodo e un tool. Metodo, perché senza organizzazione e costanza, le cose, spesso poco interessanti, non vanno avanti. E noi paghiamo per la propria disorganizzazione con frustrazione e situazioni imbarazzanti.

Iniziamo dal metodo…

Le attività simili vanno raggruppate. Questo è il metodo migliore per mantenere la concentrazione. Se ogni giorno devi rubare un po’ di tempo per gestire le emergenze amministrative sicuramente sarai molto meno produttivo; se invece definisci un giorno, giovedì o venerdì pomeriggio per esempio, in questo modo ogni settimana dedicherai poco (!!) tempo alla tua contabilità, ma con estrema costanza. Bastano 30 minuti alla settimana, per dare un’occhiata alle scadenze, effettuare i pagamenti necessari, o rispondere alle domande del tuo commercialista. Con questo metodo sei sempre aggiornato e tranquillo!

Per quel che riguarda il tool chiaramente potrai scegliere tra il classico excel e i vari software a pagamento. Se sei uno a cui non piace l’excel e non hai intenzione di pagare per nessun programma sofisticato, potrai sempre scegliere il mio tool preferito, Trello.

Ti basterà la versione gratuita, è super semplice e sicuramente più divertente di un foglio noioso di excell.

Trello è molto intuitivo, ma se vuoi approfondire le sue funzioni, basta cliccare qui per scaricare la mia guida gratuita. Trello è anche molto versatile, potrai usarlo per qualsiasi settore della tua vita privata oppure per i tuoi progetti di lavoro.

 

Tutorial Trello gratuito

 

Ma oggi parliamo di contabilità domestica e interna quindi ti spiego un po’ come creare la tua procedura super smart!

Il primo passo è creare il flusso, che praticamente darà la struttura delle liste alla tua board. Per esempio da pagare, pagamenti con scadenza del mese corrente, sospesi, pagamenti effettuati con il nome del mese.

contabilità interna board di esempio

Ogni fattura o richiesta di pagamento, quindi, dovrà entrare nella prima lista “da pagare”, in questo modo non le perdi di vista. All’interno della card potrai registrare tutte le informazioni necessarie per il pagamento. Potrai inserire la scadenza, caricare la fattura, inserire i dati per poter eseguire il bonifico, assegnare un’etichetta per distinguere le spese, taggare un collaboratore se deleghi per esempio la gestione del conto corrente.

gestione pagamenti

Ogni settimana all’interno della tua mezza giornata dedicata alle attività operative potrai inserire le nuove fatture nella lista “da pagare” e spostare quelle in scadenza nella lista “pagamenti con scadenza …”, eventualmente procedere con il pagamento quindi aggiungere alla card la copia del pagamento e spostare la card stessa nella lista pagamento effettuato nel mese di…

In questo modo avendo poche liste hai comunque la situazione chiara e capisci tutto a colpo d’occhio.

Vedi le spese entranti, le fatture da pagare entro breve, e hai tutto l’archivio a disposizione per eventuali domande da parte del fornitore.

Tutto questo in poco tempo, senza spendere per software costosi e prima di tutto senza stress.

Ricordati di queste tre parole…Metodo, costanza e Trello.

 

Krisztina FekecsCome utilizzare Trello per la tua contabilità interna
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Come monitorare in tempo reale l’avanzamento delle tue attività con Trello

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La parola d’ordine per un lavoro di successo è pianificare. Nessuno può immaginare un’attività che riesca bene, indipendentemente dal suo campo di applicazione, senza una corretta strategia ed organizzazione. Un’idea che si scontra con il mercato, sempre più fluido e diversificato.

Proprio in questa piega si inserisce Trello, uno degli strumenti più utili per il project management che permette a chiunque abbia la necessità o l’esigenza di lavorare in team di creare una perfetta pianificazione e di massimizzare la produttività.

Il suo punto di forza è in primo luogo la flessibilità, il tool infatti si adatta bene a qualunque campo di applicazione il che vuol dire poter creare un’esperienza utente personalizzata e usabile da chiunque. In questo modo è possibile migliorare il clima e la produttività aziendale, in modo semplice e veloce.

Gli ambienti digitali hanno reso il lavoro più interessante ma anche più snello, oggi si parla di Smart Office ma troppo spesso si trascura l’idea di doversi dotare degli strumenti idonei per poter rendere effettivamente accessibile il sistema a tutti.

 

Che cos’è Trello e come funziona: organizzare e pianificare

 

Il sistema è gratuito e per utilizzarlo occorre iscriversi al sito ufficiale Trello.com ed eseguire la procedura completa compilando i campi con le informazioni utili.

L’attivazione è immediata e l’applicazione viene inaugurata con la mascotte Taco che permette di gestire al meglio le funzionalità. Il workplace di Trello è strutturato in molteplici bacheche, strutturate in liste che si dividono in schede. Questa gerarchia permette di adoperare al meglio l’organizzazione lavorativa.

Le bacheche possono essere private o condivise, quindi tanto condivisibili con il gruppo quanto accessibili solo da poche persone. Il workplace permette di creare gruppi diversi per ogni progetto, gli utenti possono essere invitati singolarmente o in massa. In questo modo è possibile tenere sempre a bada le scadenze o le assegnazioni e gestire la timeline.

Le liste hanno la funzione di colonne tematiche, segmentare le attività in macroaree permette di segmentare al meglio il lavoro. Basti pensare a quanto sia importante avere a portata di click tutte le informazioni, ognuna etichettata con scadenza e date utili.

Le schede sono il fulcro di Trello, al loro interno si svolge tutta l’operatività. È possibile ad esempio allegare file, annotare informazioni o inserire checklist. Tutto il lavoro può essere monitorato attraverso il power up e grazie a tutte le funzionalità specifiche che permettono di massimizzare l’esperienza.

Il piano base di Trello è gratuito e perfetto per chi vuole iniziare a lavorare in team, vi sono poi degli altri piani a pagamento a delle cifre altamente competitive per funzionalità aggiuntive.

 

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Tutorial Trello gratuito

Monitorare l’avanzamento delle attività nello smart working

 

Per monitorare l’avanzamento dei progetti, Trello è lo strumento migliore. In questo modo comunicazione, monitoraggio e organizzazione dello smart working non saranno più un problema.

Nell’utilizzo specifico, Trello permette di collegare diverse schede e quindi lavorare ad esempio con lo stesso team su più progetti, passando in modo simultaneo da una scheda all’altra grazie ad un sistema fluido ed intuitivo.

Grazie alle liste di controllo è anche possibile aggiungere un elenco di elementi o rimuoverli, quindi creare sezioni per gestire attività primarie e secondarie.

Una delle funzionalità migliori è certamente la Email-to-Board come anche tutti i setting relativi alle formattazioni che è possibile aggiungere alle email e trasformarle volendo anche in schede da condividere.

Gestire il flusso di lavoro è veramente facile e per i team liquidi questo applicativo non solo offre una grande varietà di funzionalità ma snellisce fattivamente le operazioni da compiere ogni giorno.

Trello permette di risolvere i problemi legati alla crescita aziendale, in particolare chiunque abbia difficoltà comunicative sia in relazione a progetti in corso che a quelli da avviare. La strategia aziendale sarà più chiara e immediata, realizzando gruppi e schede per singoli progetti.

Tutto darà flessibilità al lavoro, migliorerà la pianificazione anche nei sistemi in cui il lavoro è in crescita e di difficile gestione.

Il sistema consente una sincronizzazione costante ed è quindi possibile essere sempre connessi con tutti i team, avere aggiornamenti in tempo reale su ogni tipo di dispositivo e quindi complessivamente migliorare lo stato della propria azienda, sia che si tratti di un sistema di lavoro collaudato che di una start up ma anche di un semplice gruppo di lavoro.

Il fulcro della sua struttura è avere una visione d’insieme su ogni situazione, questo quadro multitasking risulta ideale per chi lavora da remoto o per migliorare i contatti indiretti. In un unico luogo saranno custoditi tutti i codici, le informazioni e le attività relative a quel progetto.

Gestire i backlog, condividere ciò che è utile e migliorare le performance grazie a procedure ottimizzate con il modello di bacheca Trello sarà un vero gioco da ragazzi.

 

Funzionalità e applicazioni aggiuntive di Trello

 

Grazie al sistema sarà possibile anche gestire i contatti, le richieste in arrivo e far comunicare nel modo migliore non solo i componenti del team tra loro ma anche questi con il cliente diretto.

Organizzare le informazioni di ciascun lead, avere una centrale operativa che organizzi al meglio le informazioni, vuol dire ottimizzare il proprio tempo. Con questa procedura è possibile gestire al meglio tutta la pianificazione e gestire virtualmente l’ufficio tanto da desktop che da smartphone.

Si tratta in pratica di un ufficio online che permette di migliorare anche tutta la vita tecnica all’interno del team quindi banalmente anche ottimizzare le risorse esterne.

Trello lavora in sincronia anche con altre applicazioni, questo la rende personalizzabile e adattabile in base alle proprie esigenze. Accedere ai documenti in Google Drive o allegare delle cartelle, integrare i contenuti con Dropbox, creare degli avvisi personalizzati con Slack o migliorare dei campi di ricerca per gestire meglio le informazioni, adoperare Calendar per avere sempre sotto controllo le date importanti e le scadenze è possibile da un unico sistema.

Il software si dimostra perfettamente fluido, di facile utilizzo, molto versatile nelle singole situazione e quindi fondamentale per una start up, una grande azienda ma anche un progetto personale.

Attraverso Trello si realizza il vero concetto di Smart Working, le comunicazioni sono effettive e ben strutturate come l’organizzazione.

Nel complesso il miglioramento delle attività comporta una dinamica aziendale che funziona e produce.

 

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Costruire e gestire il proprio flusso di lavoro con Trello

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Se si ha la necessità di gestire un progetto di lavoro, anche piccolo, ma che sia strutturato e con svariate possibilità di opzioni, allora c’è la necessità di ricorrere ad un valido supporto per un efficace Project Management.

Questo concetto è valido per qualsiasi tipologia di soggetto, dal free lancer al professionista, da una piccola società fino ad una media impresa e lo strumento più adatto è il software di Project Management di nome Trello.

Trello non è un vero e proprio software in quanto non va né scaricato né installato sul proprio dispositivo ma è una web application che è possibile utilizzare dall’indirizzo www.trello.com; unico prerequisito è la registrazione alla piattaforma e poi si è in grado di creare immediatamente i progetti da gestire.

 

Ambiti di utilizzo

 

La facilità d’uso rende Trello uno strumento perfetto per gestire al meglio il proprio lavoro, soprattutto in caso di Smart Working; con il lavoro da remoto, sia esso stabile o part time, è infatti ancor più importante poter gestire le varie fasi progettuali in modo semplice ed efficace.

Monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività diventa, quindi, una priorità e il poter avere come strumento un sistema di coordinamento di squadra multiplo dal semplice funzionamento (e per di più gratuito per la maggior parte delle funzionalità necessarie), significa poter avere quella marcia in più rispetto ad altri competitor.

Trello, infatti, è il software di pianificazione adatto anche per le società liquide che, per tipologia, non effettuano investimenti patrimoniali ma gestiscono tutte le loro risorse in modo estremamente scorrevole e questo comporta un notevole aumento dell’andamento produttivo.

Trello consente in modo semplice di poter effettuare tutte quelle operazioni che sono alla base per una qualsiasi attività: la progettazione e la pianificazione.

Grazie alla sua modularità, infatti, Trello permette di creare delle linee guida e delle pianificazioni anche a lunga scadenza, in qualsiasi ambito ed in modo sostanzialmente fluido; questo perché possono essere inserite schede o moduli riguardo argomenti o situazioni non previste, fino al compimento delle stesse e al rientro nei canali originariamente fissati.

 

Trello, lo Smart Working e il Team Working

 

La principale proprietà del lavorare in Team Working è sempre stata principalmente quella della informazione e della comunicazione tra i vari membri del gruppo, al fine di poter ascoltare in modo attivo ogni membro senza prevaricazioni o sovrapposizioni; la peculiarità basilare dello Smart Working è invece l’opportunità di poter lavorare autonomamente senza dover dipendere dal luogo in cui ci si trova ottenendo, però, i medesimi risultati come se si stesse all’interno del luogo di lavoro.

Il Team Working e lo Smart Working sono quindi due metodiche di lavoro che non solo possono convivere, ma anzi possono essere valutate come l’una di supporto all’altra e Trello può essere considerato come la cerniera che le può unire in modo efficiente.

Per spiegare meglio possiamo fare un esempio pratico: un membro del gruppo che sta seguendo un progetto si trova in automobile e sul suo smartphone arriva una chiamata. Questa ha come oggetto la conclusione di un passo del progetto, ma il risultato non è quello previsto.

Grazie alla possibilità di Trello di poter connettere più persone contemporaneamente all’interno del medesimo progetto con la relativa condivisione dei dati, il team manager o il responsabile hanno l’opportunità in tempo reale di poter coordinare le azioni da intraprendere direttamente dal luogo in cui si trovano e di esaminare i nuovi documenti immessi dai colleghi o dalla segreteria.

In questo modo si ha la possibilità di poter prendere gli opportuni provvedimenti, anche insieme a tutti i collaboratori che sono all’interno dello stesso progetto, senza trovarsi nello stesso luogo fisico.

Trello, con le sue caratteristiche, consente quindi di accelerare i tempi di lavoro in modo semplice. Si immagini di sostituire tutte quelle operazioni che prima erano basilari in situazioni analoghe a queste, con le scelte e le risoluzioni prese in tempo reale, in modo da ottimizzare tutte le risorse.

Non sarà più necessario, ad esempio, aspettare di ritornare in sede, di indire la relativa riunione (con il pericolo di dover attendere il rientro degli altri componenti del gruppo) e, poi, di affrontare l’argomento in questione con inutili perdite di tempo.

Se, all’opportunità di poter effettuare riunioni immediate, si aggiunge la possibilità di monitorare direttamente lo stato di avanzamento delle attività e di poter avere on line tutto l’incartamento inerente il progetto (condiviso con tutti gli altri componenti del gruppo di lavoro), il quadro delle funzionalità che può svolgere Trello, nell’ambito sia dello smart working che del team working, risulta completo.

 

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Come utilizzare Trello

 

– Le funzionalità ed i metodi di utilizzo

 

La prima operazione che Trello permette di fare, dopo essersi registrati ed autenticati, è la creazione di una bacheca che, sostanzialmente, equivale al progetto stesso da seguire; immediatamente dopo bisogna creare delle colonne (che Trello definisce Liste) che contengono le varie azioni da fare.

Trello normalmente ne crea tre con nome ‘Da Fare’, ‘In esecuzione’ e ‘Fatto’ e non solo, si può cambiare il nome ad ogni lista, o se ne possono aggiungere altre a seconda del fabbisogno richiesto.

All’interno delle liste è possibile creare delle schede che sono i compiti da effettuare in modo che esse possano via via esaurirsi; queste schede equivalgono ai Task che sono presenti in altri software di Project Management.

Ogni scheda può essere ulteriormente espansa e contenere a sua volta una lista di azioni o compiti da effettuare ed ognuno di essi può essere fissato in modo temporale, immettendo una data di scadenza oppure può contenere dei file in allegato.

Trello ha inoltre una funzionalità di condivisione dei contenuti molto sviluppata; questa condivisione, che può essere globale per tutta la bacheca o solamente di parti di essa, non solo è associata ai membri del team che se ne sta occupando (ulteriormente suddivisibili in gruppi di azione), ma può essere estesa anche a soggetti terzi, direttamente od indirettamente coinvolti, ed allo stesso cliente.

Trello, avendo la possibilità di poter inserire e collegare tra loro “n” liste all’interno di un singolo progetto, mostra, quindi, una estrema versatilità nei confronti di ogni tipologia di piano di lavoro; ad esempio prima della colonna ‘Fatto’ dell’esempio precedente è possibile inserirne un’altra con etichetta ‘Da Valutare’ o prima della colonna ‘Da Fare’ una lista di Suggerimenti che poi possono essere spostati mano a mano nelle altre colonne fino alla conclusione di tutto il ciclo di progettazione.

 

– Vantaggi dell’utilizzo di Trello

 

I vantaggi per l’utilizzo di Trello sono molteplici, sia per l’esecutore materiale del progetto sia per il committente. Vediamo i tre principali: il primo è che, nella sua versione base, è totalmente gratuito ed altamente configurabile secondo le specifiche esigenze di ogni tipologia di progetto.

Il secondo riguarda il fatto che è strutturato per il Cloud; questo significa che ovunque ci si trovi è possibile avere sotto controllo tutti i progetti, le fasi di avanzamento o la modifica degli stessi.

Un terzo vantaggio, direttamente collegato con il secondo, è nella gestione dei progetti, soprattutto se effettuata in gruppo o in collaborazione con il cliente; è possibile infatti, grazie al Cloud, condividere in ogni momento qualsiasi tipo di informazione ed effettuare in tempo reale le modifiche e gli aggiornamenti necessari.

Trello è, quindi, un potente strumento di pianificazione gratuito che, teoricamente, è senza limiti e che consente di migliorare sensibilmente sia il clima all’interno dei team working sia di incrementare la produttività aziendale di qualsiasi tipo di azienda, dal professionista alla multinazionale.

 

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La condivisione degli obiettivi con Trello

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Chi di noi non ha dovuto lavorare in un gruppo, in un dato momento della sua vita lavorativa. Sia nel lavoro, che nei propri interessi o in famiglia è sempre utile avere un luogo (virtuale o reale che sia) dove tutti possono fornire informazioni, commentare e costruire qualcosa intorno a quella informazione.

La maggior parte delle app e dei servizi di gestione dei progetti forniscono flussi di lavoro “in scatola”, ma di solito questi strumenti sono spesso strutturati in modo eccessivo. Non è il caso di Trello, di cui ti ho scritto negli ultimi articoli sul mio blog.

Ciò che distingue Trello da molti altri sistemi è che richiede un approccio reale alla gestione di gruppi di informazioni.

 

La metafora dei post-it su una lavagna

 

E’ come avere una lavagna, con colonne disegnate su di essa, per indicare le diverse fasi di un processo e le note adesive che rappresentano i compiti. Puoi scrivere sui post-it e spostarli tra le colonne sulla lavagna, così puoi sempre vedere a colpo d’occhio come stanno le cose nel progetto generale.

Trello traduce questo metodo nel mondo digitale, con “bacheche” o “board” che sono come una lavagna, liste che corrispondono alle colonne disegnate e “card” che sono come le note “stacca e attacca” .

Ma oltre a questa corrispondenza a un metodo reale per visualizzare un processo, c’è anche l’opportunità di poterlo comunicare, condividendo ciascuna scheda con un numero qualsiasi di persone. Ogni bacheca può avere un sacco di liste e ogni lista può contenere tutte le card che vuoi.

Ma non bisogna abusarne facendo troppe liste o carte, proprio come con una lavagna fisica, che potrebbe diventare troppo piena di informazioni e così mal leggibile.

Le card sono il punto focale della gestione e della comunicazione. Ogni card ha un titolo e una descrizione opzionale, e ha il suo flusso di commento dei membri del gruppo per discuterne l’argomento. È possibile aggiungere liste di controllo a una card, caricare allegati e persino assegnare una data di scadenza.

Le persone del team possono essere collegate a una card in modo che ricevano notifiche di nuovi commenti o allegati via e-mail e tramite notifiche.

Le etichette poi ti aiutano a categorizzare le card in un modo che va oltre il loro posizionamento in una lista. E forse la cosa migliore è che una sezione “Attività” può tener traccia di tutto ciò che ogni membro fa su una card, in modo da essere aggiornati e sapere sempre cosa è successo.

Molte board di Trello finiscono per essere orientate esclusivamente al processo, in cui ogni lista si associa a una precisa parte di un processo e i membri spostano le card da una lista all’altra mentre il processo avanza.

Ma questo non è l’unico utilizzo; ad esempio, è possibile creare un calendario condiviso in cui ogni lista viene mappata a un plan di una settimana oppure è possibile creare una board che tenga traccia dei clienti potenziali con un elenco per ogni gruppo di vendita.

 

Se ti piace Trello e vorresti approfondire il suo funzionamento

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La struttura di Trello per un’attività di team

 

Ecco un esempio di come puoi utilizzare Trello per iniziare a gestire un progetto e i suoi contenuti con il tuo team.

1. Creare uno spazio per il progetto

Crea un gruppo in Trello per il tuo progetto. Assegna un nome e includi una descrizione se necessario.

2. Creare una board

Crea una nuova bacheca per ogni flusso di attività all’interno del progetto.

3. Creare liste

Alla board, crea liste corrispondenti alle fasi di sviluppo del progetto. Puoi iniziare con Da fare e continuare con In sviluppo, In corso, Eseguito. Ogni scheda attività dovrà spostarsi da sinistra verso destra, ma non necessariamente all’interno di ogni elenco durante il processo del contenuto.

4. Aggiungere membri del team allo spazio e alle card del team

Invita i membri del tuo team al gruppo del team e nelle schede pertinenti per loro. Puoi aggiungere persone che sono già su Trello o inviare un invito via email con un link di registrazione di Trello.

5. Abbattere le attività della card

Una card rappresenta un compito. Inserisci tutti i compiti rilevanti che hai a portata di mano, suddividendoli e inserendoli nell’elenco pertinente. Questo ti offre una panoramica completa del lavoro del tuo team. L’obiettivo è chiaramente quello di abbattere le attività delle card.

6. Assegnare i compiti ai membri del team

Distribuisci le attività ai diversi assegnatari aggiungendo altri membri della squadra alla card. Puoi anche menzionare le persone nei commenti digitando “@” e il loro nome utente.

7. Impostare una data di scadenza

Aggiungi una data e un’ora per ciascuna card per assicurarti di non perdere mai una scadenza.

8. Aggiungere sottoattività, descrizioni e allegati

La bellezza delle card di Trello è che contengono tutte le informazioni rilevanti su un’attività. Inserisci una descrizione, aggiungi una lista di controllo con le sottoattività e allega tutti i file necessari. Ciò facilita il trasferimento delle mansioni tra i membri del team.

9. Tracciare il tempo delle attività

Cerca di tracciare il tempo trascorso su ogni attività all’interno di Trello. Vedrai dove la tua squadra trascorre del tempo in modo da poter stimare meglio la durata delle attività, dove sono i colli di bottiglia del progetto e come puoi migliorare ulteriormente la gestione del tuo progetto. Ci sono diverse applicazione che permettono questo, come per esempio Toggl o TimeCamp.

 

Obiettivi comuni

 

Un team di lavoro che si rispetti deve lavorare per obiettivi comuni ben chiari e comunicati.

Una board di Trello è il luogo dove organizzare e comunicare i progetti per i giorni a venire, sempre secondo obiettivi comuni.

Ogni team può organizzarsi come meglio crede, con la flessibilità che ritiene necessaria per tracciare gli avanzamenti.

Una lista dei progetti in corso, aggiornata con commenti e idee secondo le necessità, può essere caratterizzata da ulteriori card che rappresentano progetti ed esperimenti da provare.

Proprio queste card si muovono con un flusso preciso secondo un ordine dato come potrebbe essere questo: Idee-Convalida idea-in fase di sviluppo-In corso-Completato-Archivio.

Già nella fase di convalida si potrebbe assegnare un punteggio che misura il potenziale impatto di un’idea sul progetto intero, la nostra fiducia nel suo successo e la facilità con cui si può mettere in pratica.

Ognuno così può convalidare o meno un’idea dando il proprio contributo in egual misura a ogni altro membro del team.

Alla fine il flusso del processo sarà secondo una logica per cui ogni membro del team contribuisce all’avanzamento del progetto senza per forza dipendere da un’organizzazione verticistica dove solo il leader decide e fa procedere le attività.

 

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La costanza, il segreto per affermarsi

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La costanza, il valore più importante nel lavoro e nello studio

 

La parola costanza è sinonimo di perseveranza e fermezza. Il suo significato ci fa capire che praticarla porta solo benefici. Ma se prendiamo il linguaggio scientifico la sua accezione è

invariabilità di una grandezza al variare dei parametri dai quali a priori si può presumere che essa dipenda

Credo forse che questo concetto ci possa far capire quant’è decisivo adottare costanza in ogni nostro comportamento specialmente a lavoro e quando lo vogliamo organizzare nel tempo.

Trasponiamo questo significato alla nostra realtà quotidiana. Se adottiamo un metodo, un piano o delle procedure e li applichiamo costantemente, questi non cambiano al cambiare degli agenti esterni che possono condizionare il nostro lavoro giorno per giorno.

Cioè se io svolgo il mio lavoro secondo una programmazione oculata, un’ organizzazione collaudata, un piano chiaro nei suoi obiettivi e nelle sue priorità, con costanza, il mio lavoro stesso risulterà incolume agli attacchi di disturbo dato da imprevisti, urgenze e quant’altro; anche se in un primo momento potrebbe non sembrare.

Soltanto il darsi delle procedure chiare e degli obiettivi ancor più limpidi a se stessi e ai collaboratori, applicandosi con perseveranza ogni giorno, può farci evitare gli ostacoli lungo la strada impervia dei nostri impegni professionali, a tutti i livelli.

E’ come camminare in montagna. Se tu hai scarpe buone, un buon allenamento alle spalle, un passo costante e non troppo veloce, sai quando fermarti e quando rifocillarti, anche se il percorso è molto ripido e duro, sai che arriverai in cima alla vetta o alla meta prefissata; e su questo non avrai mai nessun dubbio durante il cammino anche se la fatica e gli agenti atmosferici ti condizioneranno.

Perché ti sei preparato prima, non sei arrivato senza allenamento, hai studiato il percorso o il sentiero da fare e il tempo che ti occorrerà per percorrerlo, hai pianificato dove poterti fermare per le soste, hai portato con te tutto l’occorrente anche quello necessario in caso di maltempo improvviso come accade spesso in montagna. Sai che arriverai in cima. Tutto questo è frutto della costanza di applicazione in ogni singola azione con cui ti sei preparato alla camminata.

Ecco, questa consapevolezza la può dare solo la costanza nell’applicazione delle proprie regole e dei piani di azione, nel darsi priorità e obiettivi chiari.

 

La procedura ti costringe a revisionare e migliorare

 

Le procedure che ognuno di noi adotta dopo una fase iniziale di rodaggio in ogni nuova attività sono quelle che ci garantiscono di lavorare proprio costantemente secondo un metodo collaudato, ripetendo in modo abitudinario le nostre azioni secondo le nostre competenze.

Le procedure stesse, però, sono prodotto di una continua revisione e miglioramento, soprattutto all’inizio di una nuova attività ma anche più in là nel tempo, che modellano a nostra immagine questa serie di regole e azioni che le definiscono.

Forse la fase più difficile è proprio quella di definizione delle procedure, dove si parte da un foglio bianco facendo leva solo sulle nostre competenze. Queste ultime però possono indurci in tentazione di voler affrontare tutto senza un piano e con una gestione a vista che può dare risultati nell’immediato ma non nel lungo termine soprattutto quando si lavora con altri collaboratori.

I compiti da svolgere (cioè cosa devo fare per un specifica attività), gli obiettivi per ciascuno di loro, le priorità da seguire, la programmazione, il sapere cosa fare e anche il riconoscere quando farsi aiutare ti daranno una mano a definire quell’insieme di regole uniformi da seguire per raggiungere correttamente un determinato fine che altro non è che una procedura.

 

La pianificazione aiuta a essere costanti

 

Ma una procedura non è niente se non è coadiuvata da una pianificazione efficace che la fa applicare di giorno in giorno.

Affrontare la giornata lavorativa secondo un piano prestabilito non vuol dire incanalare tutto nel rispetto temporale di quel programma preciso, ma ti da una guida da seguire perché tu non ti perda per sempre tra le urgenze e gli imprevisti che quotidianamente entrano a piedi uniti dentro la tua agenda.

Ok, accade spesso, dirai, ma se una giornata è stata terribile per impegni e vicende inattese, in quella successiva puoi ripartire secondo il tuo piano prestabilito, che se pensato oculatamente secondo le tue vere priorità e i tuoi reali obiettivi, ti da tranquillità e sostegno a riprendere il percorso con sicurezza e ti aiuta a non procrastinare le azioni veramente importanti soltanto perché sei stato distratto da imprevisti.

Le piccole abitudini, gli orari prefissati magari non da noi ma da altri, le attività poco importanti ma invadenti (la parola social è familiare?), gli eventi indesiderati e poco piacevoli ma che accadono puntualmente nell’arco della giornata, sono tutte fasi che ci dovrebbero far realizzare quanto tempo buttiamo via credendo invece di essere indaffarati.

E la pianificazione che ti sei dato non ti deve mettere ansia per non averla rispettata o per la mole di lavoro che intravedi nel futuro più prossimo, ma ti deve servire da sostegno per mantenere quel passo costante per arrivare in cima alla vetta.

Per correggere le abitudini limitanti, dovrai quindi capire come è strutturata la tua giornata tipica, riuscire a quantificare il tempo impegnato per le attività poco utili, per quelle che ti generano emozioni negative, ma anche scoprire quali sono i momenti migliori per le attività che necessitano di tanta concentrazione.

Quindi solo un’attenta analisi ti potrà aiutare efficacemente; la potremo riassumere in questo elenco di azioni:

  • Fare una lista di attività che ti distraggono spesso dalle tue priorità
  • Sapere esattamente quanto tempo perdi per cose di poca importanza
  • Appurare qual’è il tuo miglior momento dal punto di vista fisico e energetico
  • Scoprire qualche connessione emotiva strana tra le varie attività
  • Capire quale tipo di attività ti genera emozioni positive e quali quelle negative
  • Quantificare quanto tempo dedichi alle tue attività di massima priorità

 

Gli strumenti utili per essere costanti

 

Negli ultimi anni è esploso il mercato dei tool di produttività. In realtà penso che il successo della tua pianificazione non dipenda tanto dal tool ma dai concetti di base appena spiegati.

Il tool spesso diventa una stampella come le diete miracolose, senza un percorso di analisi e ragionamento profondo finisce per non essere efficace.

Installare un tool è sicuramente più veloce che fare l’analisi per una settimana e classificare le tue attività per arrivare a una conclusione strategica, ma penso che ogni minuto risparmiato sulla pianificazione ti farà perdere il doppio del tempo!

E allora un buon compromesso potrebbe essere l’uso di Trello, di cui ti ho scritto, e che io uso quotidianamente, trovandovi soddisfazione nell’usarlo. Perché questo strumento ti obbliga ad avere già ben chiaro in testa le tua priorità e i tuoi obiettivi e a descriverli esattamente, dentro alla board specifica e nelle liste e schede contenute in essa.

Altrimenti creeresti una serie di attività messe in insieme (le schede o card) senza una sequenza sensata.

Il fatto di condividere la board con i tuoi collaboratori ti obbliga poi a rispettare la procedura e a seguire il flusso operativo in atto. La condivisione di informazioni è sempre foriera di buoni risultati se fatta con metodo e regolarmente.

Anche Trello infatti deve essere tenuto aggiornato nelle sue board e schede per dare buoni frutti, altrimenti diventa solo contenitore di buoni propositi senza un esito effettivo. E qui torniamo alla costanza che ci richiede un certo impegno, certo, uno sforzo contro la pigrizia, ma che è l’unica soluzione per dare un seguito alla pianificazione.

Ti rimando, se non lo avessi già fatto ai miei articoli sull’utilizzo di Trello ma su altri strumenti per il project management:

https://www.kryva.it/71-tools-di-project-management/

https://www.kryva.it/gestione-progetti-di-lavoro-e-di-vita-in-modo-efficace-con-trello/

https://www.kryva.it/come-e-perche-iniziare-a-usare-trello/

https://www.kryva.it/gestione-micro-attivita-con-trello/

https://www.kryva.it/scopriamo-le-azioni-su-trello/

 

In conclusione vi ricordo questa frase di Napoleon Hill:

Supremo è il valore della tenacia: chi fa della costanza la sua parola d’ordine, taglierà via via tutti i traguardi. Il fallimento è incompatibile con la tenacia, non riuscirà mai a tenerle testa.

Se ti piace Trello e vorresti approfondire il suo funzionamento

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Krisztina FekecsLa costanza, il segreto per affermarsi
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Creare una procedura per rendere efficiente il lavoro di squadra

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Un aspetto molto importante per tutti i tipi di attività, sia quelle già avviate che quelle da avviare è la definizione di una procedura operativa.

Definizione

Ma cos’ è una procedura in pratica? Partiamo dalla sua definizione: una procedura è una metodologia organizzativa per definire come, all’interno di una struttura, ufficio o azienda, gli incaricati devono operare, seguendo chiare e precise indicazioni, per operare in modo ripetibile e indipendente allo svolgimento di tutti i compiti necessari al compimento di un processo di lavoro.

La procedura può anche entrare nel merito delle attività di tipo prevalentemente esecutivo (cioè si occupa di definire cicli, valori di parametri, istruzioni specifiche su come usare strumenti o macchine) per il personale esecutivo.

L’articolazione dei contenuti va sviluppata secondo alcuni punti comuni:

  • Lo scopo: riportare ciò che ci si propone di ottenere con la procedura in questione
  • Il campo di applicazione: riportare l’area a cui si vuole estendere l’applicazione della procedura in questione (a che cosa, a chi, dove, quando applicarla)
  • La responsabilità: vanno riportati i collaboratori che sono coinvolti nelle singole attività, con i loro obiettivi rispetto alla stessa.
  • I riferimenti e i documenti: vanno elencate le istruzioni, le specifiche o la documentazione a cui fare riferimento per comprendere e adeguarsi alla procedura
  • La modalità operativa: va descritta la corretta sequenza delle attività (indicando i relativi responsabili) da svolgere per conseguire lo scopo che la procedura si pone.

Nella pratica

Fin qui abbiamo visto in chiave teorica e terminologica cosa significa procedura. Ma nel caso che tu parta da zero per far diventare la tua idea, la tua nuova professione o start-up, un qualcosa di effettivo, efficiente e che produca risultati allora è bene che tu pensi al modus operandi che ti vuoi dare e che vuoi che seguano i tuoi collaboratori.

Complessa o snella che sia la tua attività può sembrare facile a dirsi e più difficile a farsi , perché credi che sia un ‘operazione più amministrativa e burocratica che altro. Ma invece serve a chiarirti meglio come vuoi che funzioni il tuo ambiente di lavoro. E non farti prendere dalla preoccupazione che sia troppo gravoso e complesso.

Si tratta solo di mettere in chiaro tutti i compiti che tu già conosci e che magari svolgi tutti i giorni nel tuo lavoro per far tenere in mente ai tuoi collaboratori la tua idea di organizzazione. Decidi tu come renderla più chiara e semplice da comprendere, redatta o semplicemente comunicata a voce; sicuramente deve essere ben impressa a chi collabora con te in modo da essere ben operativo e indipendente.

Forse ti sembrerà scontato ma sappi che le difficoltà maggiori in un team di lavoro dipendono proprio da istruzioni e obiettivi poco chiari e scarsa comunicazione su di essi. Una procedura ben comunicata rende tutto più scorrevole ed efficiente.

Se vuoi far crescere la tua attività l’unica maniera di far rendere il tuo team di lavoro responsabilizzandolo e quindi rendendolo più indipendente da te. E qui torniamo al concetto di delega di cui ho scritto più volte nei miei articoli.

La delega infatti ti rende più responsabile come leader del team e più soddisfatto dei risultati se questi sono frutto di un’organizzazione ben definita da procedure e obiettivi. Con il guadagno del tempo da dedicare alle tue attività più strategiche e la riduzione dello stress accumulato giorno dopo giorno.

Uno strumento utile

Se non hai mai definito una procedura puoi partire con un prototipo usando strumenti disponibili sul Web come Trello. Basato sull’idea di organizzazione del “Just in time” è stato progettato come organizzatore settimanale delle attività e permette di tenere sotto controllo anche la lista di cose da fare in maniera più o meno articolata a seconda dei tuoi bisogni.

Questo sistema di produttività personale ti da un quadro realistico delle cose da fare secondo le tue priorità definite e ti offre di collaborare con i membri del tuo team aggiungendoli a una board, gestendo le attività (schede) al suo interno di volta in volta a seconda di quello che vuoi delegare. Oltretutto ti permette di avere una revisione delle cose fatte e di quello che resta da fare, per restare al passo con i tuoi obiettivi, inquadrando bene gli errori e cercando di “settare” di conseguenza la procedura.

Definita la tua board di progetto passi alla creazione delle liste per tenere le schede o card (attività o idee) organizzate nei vari stadi di progresso, spostandole tra le liste dall’inizio alla fine, secondo la configurazione del Da fare, In corso e Fatto. In questo modo Trello diventa un luogo in cui tenere traccia di idee e informazioni. Non c’è limite al numero di liste di attività che puoi aggiungere a una bacheca, e possono essere disposte come preferisci.

Un fattore molto importante, per riagganciarci a quanto scritto prima è quello di condividere con i tuoi collaboratori una card di “istruzioni” facilmente accessibile in cima alla prima lista sulla bacheca. Dove aggiungi obiettivi, tempi, risorse e link ai canali di comunicazione.

Un altro aspetto positivo è poter comunicare lasciando un commento su una scheda per fornire un aggiornamento di stato al tuo gruppo. In questo modo tutti i tuoi collaboratori sapranno quello su cui hanno lavorato e di cui non dovrai preoccuparti in seguito.

Lo spostare le singole schede da sinistra a destra, secondo un workflow di completamento attività, diventa così anche un soddisfacente casellario dove segni i compiti svolti tenendo bene a mente cosa invece manca da essere completato.

Avere l’avanzamento sott’occhio è il primo compito di un responsabile di un progetto e Trello in questo sta diventando uno dei migliori strumenti in circolazione soprattutto per team di lavoro fluidi che lavorano da remoto ma anche per quelli in uno stesso ufficio. Entrambi hanno bisogno di un sistema che informi e sia informato sul procedere delle cose sempre in costante aggiornamento e con una comunicazione simultanea a tutti i membri della squadra.

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Parola dell’anno: delega

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Se hai lavorato sulla pianificazione del 2019 magari hai scelto la tua parola dell’anno, la quale sarà il punto di focus dell’anno.

Questa parola probabilmente non è la delega, ma potrebbe essere crescita, leggerezza, esplorazione, avventura e così via.

Cosa c’entra quindi la delega? Forse perché la delega potrebbe essere il primo passo verso il tuo obiettivo e verso la tua parola dell’anno.

Mi spiego meglio. Se vuoi far crescere la tua attività devi iniziare a delegare, se vuoi ottenere più leggerezza, devi creare del tempo per le cose che ami fare, quindi devi imparare a delegare, se ti serve tempo per esplorare nuovi settori e business, devi imparare a delegare, se hai deciso di girare il mondo con una sola valigia, devi trasformare il tuo business in un’attività non dipendente da te, quindi devi imparare a delegare.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa succede nel mondo del lavoro e nel business.

Secondo l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, più di una grande impresa su due (il 56% del campione) ha avviato progetti strutturati di Smart Working, adottando modelli di lavoro che introducono flessibilità di luogo, orario e promuovendo la responsabilizzazione sui risultati (erano il 36% un anno fa).

A queste, bisogna aggiungere un ulteriore 2% che ha realizzato una qualche iniziativa informale e l’8% che prevede di introdurre progetti nel prossimo anno, per cui complessivamente circa due grandi aziende su tre stanno già sperimentando una qualche forma di Smart Working.

Il 59% delle grandi imprese ha introdotto nuove tecnologie digitali per supportare i progetti di Smart Working, mentre nel 27% delle imprese gli Smart Worker erano già dotati delle tecnologie necessarie. È quanto emerge dal sondaggio su un campione di 183 imprese con più di 250 addetti.

Come vedrai dalla tabella sottoriportata lo smart working e il settore digitale vanno a pari passo, è sempre più evidente che si tratta di una rivoluzione vera del mondo di business, e di una rivoluzione da non fermare nel mondo del lavoro.

La delega diventa il punto critico del nuovo sistema, indipendentemente che si tratti di aziende strutturate, o di piccole realtà. Senza imparare a delegare in modo efficace e intelligente non sarà possibile creare e mantenere un sistema flessibile, liquido, cioè smart.

La delega è una delle competenze manageriali più importanti ma ignorata da molti, imperniati dalla falsa certezza che se ci si occupa in prima persona di tutte le attività queste saranno portate a compimento meglio e presto.

 

Sappiamo che non è così, soprattutto dalle esperienze in aziende dove il lavoro in team è la prima buona pratica da seguire se si vuole ottenere risultati in maniera efficiente.

E guidare una squadra non vuol dire controllare tutto e tutti ma affidarsi alla singole competenze facendole lavorare e responsabilizzandole oltre che dedicarsi alla formazione di nuove skill se ce ne fosse bisogno.

Si tratta di una nuova forma di leadership.

Tramite un attenta supervisione e un check mirato sul processo lavorativo il delegare mira a dare priorità alle attività strategiche e a affidare a professionisti compiti dove magari la competenza altrui può dare un valore aggiunto.

Se non deleghi freni la crescita del business.

Non è una frase così scontata.

Il potersi dedicare al proprio core business con più tempo sapendo che qualcuno (di cui chiaramente ti puoi fidare) sta svolgendo per te compiti meno strategici ma altrettanto importanti come l’amministrazione, la segreteria, la gestione dei social media, il marketing etc. da una tranquillità e un appagamento che difficilmente troverai occupandoti di tutto in prima persona, perché sarai sempre affannato e occupato con scarsa efficienza.

Nella delega ci sono dentro svariati aspetti che possono far evolvere di per se il proprio lavoro, come l’uso di nuovi software e applicazioni per la gestione e l’organizzazione delle attività, lo smart working ampiamente citato prima e oramai possibile con i sistemi hardware disponibili e i molteplici modi di comunicare, la collaborazione con figure professionali specializzate, l’andare oltre un ambiente fisico di lavoro fisso, ove possibile, che permette di evitare i tanti disagi (come per esempio il dover timbrare un cartellino in tempo dopo un’ora di traffico).

E’ chiaro che non tutti possono applicare quanto scritto sopra, ma certo è che la delega, sia in casi di grandi strutture che in quelli di piccole realtà può dare un impulso notevole e insperato al processo lavorativo.

Fidarsi e affidarsi sono due verbi su cui la diffidenza agisce pesantemente ma una volta cacciata questa, insieme alla zona comfort delle tue abitudini, l’arricchimento che si ottiene, non solo materiale ma intimo della tua persona, non ti farà più abbandonare la pratica della delega.

Il mese di gennaio sul mio blog sarà infatti dedicato all’arte di delegare: cosa, come e a chi delegare.

SCARICA gratuitamente il mio Kit di delega QUI

 

Kit delega

 

 

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La ripartizione del tempo di un manager

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Oggi propongo un tema sempre attuale e forse mai risolto per molti manager delle nostre aziende: come ripartiscono il proprio tempo nelle singole attività, partendo da una scheda, trovata sul testo Gestisci il tuo tempo di Luca e Laura Varvelli (Ed. Gruppo 24ore), sulla percentuale media di ripartizione del tempo per un manager:

 

Lavoro autonomo, riflessione                                          7%

Telefono e e-mail                                                             17%

Lettura e cultura personale                                              3%

Supervisione dei collaboratori e delle attività               5%

Colloqui informali                                                             28%

Riunioni formali                                                                 19%

Impegni extra-aziendali                                                    6%

Viaggi e trasferte di lavoro                                                8%

Varie                                                                                      7%

 

Essendo un testo del 2003 si potrebbe dire che a distanza di 15 anni le cose son cambiate ma forse solo come aumento del tempo sprecato dietro a distrazioni varie, soprattutto quelle portate dai nuovi strumenti di comunicazione, smartphone su tutti. Quindi forse la voce Telefono e e-mail potrebbe essere aumentata in percentuale in questo lasso di tempo. Ma proprio per questo il nesso del discorso non cambia.

Tra chiacchiere e riunioni va in fumo la metà della giornata se aggiungiamo anche email e telefonate abbiamo già perso praticamente il 70% della giornata, e il manager non ha fatto ancora praticamente nulla di quello che sarebbe la sua attività principale a livello strategico….

Sulla focalizzazione degli obiettivi e la gestione delle priorità abbiamo ho già parlato più volte, perché è alla base di una sana pianificazione del proprio tempo e rimando quindi all’articolo sulla Matrice Covey.

Come sulla maniera di tenere traccia dei propri impegni quantificandoli e misurandoli con strumenti quali Toggl che permette di analizzare come abbiamo effettivamente usato il nostro tempo.

Certo ci vuole rigore nel segnare ogni inizio e fine attività ma già fare macroscopicamente questo segnatempo può far capire dove stanno le lacune di gestione e le perdite di tempo. Anche qui ripropongo l’articolo scritto sull’uso di Toggl.

Gli impegni che si accavallano, le riunioni che si sommano a cui non possiamo dire di no ma che sembrano anche un po’ improduttive, lo stress accumulato per l’ansia di dover finire molte cose (ma anche di doverle ancora iniziare) sono il risultato della inefficacia con cui si usa il proprio tempo.

E magari diventano alibi per non fare alcuna correzione sul proprio modus operandi per i giorni a venire.

Cambiando solo alcune abitudini e avendo un po’ di rigore in più su certe pratiche può aprire le porte a una sana e produttiva giornata lavorativa.

 

Consigli contro le attività “sprecatempo”

 

Ecco allora alcune dritte, che mi permetto di dare sulla base della mia esperienza e dei testi consultati in questi anni, per iniziare ad aumentare il tempo effettivo speso sulle varie attività elencate nella scheda, appena vista, delle percentuali medie di tempo dedicato ad esse:

Lavoro autonomo

  • Riservarsi almeno 30 minuti al giorno nel periodo più adatto quando nessuno può disturbare
  • Archiviare con metodo (come si legge nel libro di David Allen “Detto fatto!”)
  • Breve intervallo tra le attività come ci insegna la tecnica del pomodoro di Francesco Cirillo (The Pomodoro Technique: The Life-Changing Time-Management System)
  • Imparare ad analizzarsi e studiare la propria curva di produttività

Telefono e email

  • Iniziare sempre con le comunicazioni più difficili
  • Raggruppare le telefonate, farsi richiamare in quello slot di tempo
  • Chiedere alla propria segreteria di filtrare le chiamate (vi consiglio MySecretary App)
  • Comunicazioni sintetiche
  • Ridurre la comunicazione via mail , grazie anche all’uso di software semplici ma efficaci come Trello
  • Dare subito la risposta
  • Toccare ogni argomento una sola volta

Lettura e cultura personale

  • Leggere nei ritagli di tempo e durante le attese

 Colloqui e riunioni

  • Chiedersi sempre se è utile svolgere così tante riunioni
  • Scegliere orari intelligenti. E’ assolutamente da evitare iniziare la giornata con una serie di riunioni. Così le persone per la pausa pranzo sono già stanche e non sono riuscite ancora a dedicarsi al proprio lavoro
  • Iniziare e finire puntualmente, senza pausa caffè o pause dispersive
  • Colloqui max 20 minuti, riunioni di massimo 1 ora

Trasferimenti e impegni extra aziendali

  • Programmare e pianificare con anticipo
  • Stabilire in anticipo gli obiettivi
  • Preparare il verbale dell’incontro

Supervisione dei collaboratori

  • Rendetevi disponibili e imparate ad ascoltare
  • Focus sugli obiettivi e i risultati
  • Saper motivare

 

Non ci sono regole ferree ma solo buone pratiche da far diventare abitudini durante l’arco della giornata lavorativa o meglio durante la settimana se vogliamo parlare nell’ottica di una pianificazione produttiva.

Perché alla fine le abitudini sono i nostri comportamenti che ripetiamo ogni giorno, anche senza accorgersene.

Quindi basta aggiungerne altre, oltre alle nostre ( quelle buone! ), e organizzarle dentro un planning efficace!

 

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La pianificazione contro la procrastinazione

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La pianificazione è alla base di tutto, imparandola e migliorandola definirà il tuo successo nella vita lavorativa e privata.

 

Come dice Brian Tracy, esperto di time management:

Ricordati che la gestione del tempo coincide in realtà con la gestione della vita.

Comprende tutti i settori della tua vita, anche se non ne sei consapevole. Le tue abitudini ti hanno portato qui dove sei ora e se vuoi andare oltre devi cambiare qualcosa. Come diceva Einstein:

Devi rinunciare a ciò che sei per diventare ciò che vuoi…

Se si tratta di una competenza servono quindi le teorie. Come in ogni settore ci sono persone più portate a una gestione efficace del tempo, poi ci sono delle persone che si perdono più facilmente.

E qui che entra lo studio, le teorie, le tecniche, e le abitudini…da mettere insieme per creare una competenza nuova e migliorare ogni aspetto della proprio vita.

Certo avere un mindset positivo al riguardo delle proprie capacità serve e aiuta, ma prima di tutto serve creare dentro di noi una nuova immagine di sé, una che riesce a fare da padrone del proprio tempo.

Uno dei primi passi importanti è evitare la procrastinazione delle attività veramente importanti, cosa che avviene quando non abbiamo un programma chiaro e modulato per affrontare la giornata lavorativa e non.

La paura di insuccesso o di prendere responsabilità in quel preciso momento ci fa cadere dentro all’illusione della “via facile”, facendo proprio il “lato oscuro” ( parafrasando la saga di Guerre Stellari) del rimandare che poi non fa altro che ingigantire la mole di lavoro nei giorni a venire, aumentando il livello di stress e preoccupazione.

Questa è già un’ abitudine da eliminare, perché nel nostro piccolo lo facciamo quotidianamente magari senza accorgersene o non dando peso al fatto che ci ritroveremo questo “debito” di tempo più avanti ingigantito e spaventoso.

La pianificazione è la sola medicina contro questo comportamento umano.

La capacità di allenare la nostra mente ad affrontare passo dopo passo ogni attività che ci riguarda partendo anche da quelle più difficili e dedicando loro poco tempo inizialmente per poi aumentare la quantità di ore occupata.

Il planning delle cose da fare può far star meglio, calibrando bene gli sforzi e alternando momenti di intenso lavoro ad altri dove ci possiamo rilassare o ricaricare.

Cercando di contemplare sempre dello spazio alle attività strategiche, davvero importanti, quelle che se identificate o già inquadrate ti renderanno di più sotto ogni aspetto.

Dell’inquadramento delle priorità ne abbiamo già parlato (matrice di Covey) ma è bene ricordare che è alla base di una buona pianificazione.

Conoscere ciò che veramente è importante per noi può sembrare scontato ma se ci si trova a pensare bene, magari davanti a un foglio bianco, dovendo compilare una lista, sicuramente passeranno alcuni minuti prima di fare una scelta fra le cose decisive da svolgere nel quotidiano e ancor di più nel lungo raggio di un anno.

Le piccole abitudini, gli orari prefissati magari non da noi ma da altri, le attività poco importanti ma invadenti (la parola social è familiare ?), eventi indesiderati e poco piacevoli ma che accadono puntualmente nell’arco della giornata (il traffico incontrato per andare a lavoro, per esempio), sono tutte fasi che ci dovrebbero far realizzare quanto tempo buttiamo via credendo invece di essere indaffarati.

Certo come scritto, non è solo colpa nostra, un certo spreco di tempo ci è indotto da eventi esterni o da altri, ma proprio questi momenti sono spazi dove costruire la propria sopravvivenza contro questo falso stress, tramutandoli in occasioni costruttive e non di ineluttabile passaggio di tempo inutile.

Come? Partendo proprio dai momenti di vuoto in cui, come nel foglio bianco di prima, si può iniziare a pensare intimamente ai nostri sogni, ad avere nuove idee o semplicemente a svuotare la nostra mente dalle false urgenze del momento.

Lo psicologo Amos Tversky ha scritto così:

Ci ritroviamo a sprecare anni della nostra vita, pur di non sprecare qualche ora delle nostre settimane.

Per esempio, quando ci ritroveremo imbottigliati nel traffico, invece di ascoltare passivamente la radio, potremo ascoltare un corso formativo su argomenti per noi importanti, riflettere se tutto quanto fatto il giorno precedente, se ci ha effettivamente premiato o privato di qualcosa, rilassarsi con la musica davvero preferita per dare carica oppure tranquillità; evitando magari di imprecare contro un evento negativo che oramai sta accadendo e contro cui si può fare poco o nulla (la fila di macchine infinita).

Questo è solo un esempio ma forse efficace per comprendere quanto ci è indotto in noi il buttar via tempo ma quanto poi ci lasciamo sopraffare da questo spreco senza reagire efficacemente.

Una volta compresa l’importanza di affrontare con una pianificazione mirata la propria vita e liberati dai pensieri limitanti ci si potrà dedicare allo studio…sì perché un po’ di studio serve anche per capire le dinamiche del proprio comportamento al riguardo delle nostre azioni.

 

E su questo argomento si aprirà un nuovo capitolo di cosa può offrirti Kryva nel prossimo futuro.

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