Far tutto da solo è antieconomico | Intervista con Luca Orlandini

 In Arte della delega / Interviste

Questa settimana vi presento Luca Orlandini di LandingPageEfficace.it, che ci racconta come a volte il voler far tutto da solo non è solo noioso e faticoso ma anche antieconomico.

 

 

Krisztina Fekecs: Ti presenti con qualche parola?

Luca Orlandini: Mi chiamo Luca Orlandini e mi occupo principalmente di consulenza e formazione.

Il mio lavoro consiste nell’aiutare le imprese a comunicare in modo efficace così da poter acquisire nuovi clienti online e offline.

KF: Da quanto tempo svolgi la tua attività?

LO: Mi occupo di web in proprio dal 2004-2005, prima ho lavorato nel marketing e nella grafica pubblicitaria ma come dipendente.

KF: Come è cambiata nel tempo la tua struttura/gestione?

LO: Nel tempo ho imparato a delegare alcune attività a consulenti esterni specialisti e a collaboratori che mi permettono di risparmiare molto tempo.

KF: Quando e perché hai pensato la prima volta a delegare?

LO: Pensi a delegare quando il tuo costo orario aumenta e quindi ti rendi conto che svolgere da solo alcuni compiti non solo è noioso ma, soprattutto, anti-economico.

KF: Come ti sentivi?

LO: In nessun modo particolare, volevo semplicemente ottimizzare la mia redditività e le ore passate al pc così da poter fatturare di più dedicandomi alle cose veramente importanti.

KF: Come hai affrontato la prima esperienza? Eri scettico o fiducioso?

LO: Delegare è sempre complicato, spesso può rivelarsi una perdita di tempo ma è una scommessa che secondo me vale sempre la pena di fare, un passaggio che prima o poi diventa obbligatorio.

KF: Quale task hai delegato la primissima volta?

LO: L’esecuzione di grafiche da stampa, l’analisi dei competitor, la programmazione… tengo la parte strategica e di comunicazione, che è quella che mi piace di più

KF: Avevi un piano per la procedura della delega?

LO: No, sempre andato a braccio, avevo letto ai tempi in cui ero responsabile marketing. L’one minute manager insegna a delegare. Quello – ai tempi – mi era molto servito nella gestione dei miei collaboratori!

KF: Qual è sarà la prossima attività da delegare?

LO: Mi piacerebbe delegare la parte di contatto con il cliente e l’amministrazione, ma è molto complicato per il modo in cui sono organizzato. Prima di poterla delegare, dovrei mettere un po’ di ordine procedurale così da non far impazzire chi lavora con me J

KF: Che bilancio hai fatto dopo la prima delega in termini di tempo e soldi guadagnati?

LO: Come dicevo la delega è una scommessa, a volte perdi ma quando vinci e trovi un collaboratore valido ne vale davvero la pensa. Non solo per il fatturato ma anche per la possibilità di dedicarti di più alle cose importanti e quindi diventare più bravo in quello che fai.

KF: Come scegli la persona?

LO: Ho un buon intuito, guardo come lavora e cerco di capire cosa vuole e cosa cerca. L’asset mentale mi interessa più delle competenze specifiche.

KF: Quale è la caratteristica più importante per te?

LO: Io lavoro molto, quindi per lavorare con me devi aver voglia di lavorare e di sbatterti. Non necessariamente 14 ore al giorno, ma nelle 7 che sei con me devi essere produttivo e proattivo. Non devo dirti io cosa fare.

KF: Cosa pensi della fiducia?

LO: È una cosa che si concede in prestito, e deve essere confermata nel tempo. È la base per un rapporto duraturo, ma ottenere la mia piena fiducia richiede molto tempo.

KF: Quale è stato un punto critico della collaborazione?

LO: Probabilmente assegnare i task e controllare le procedure. Spesso delegare significa abbandonare, ma non è così. Il collaboratore svolge un compito ma sta a noi controllarne l’esecuzione.

 

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