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Smart Working-Smart Office

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Definizione di Smart Working

Uno Smart Office è un “non luogo” dove un lavoratore da remoto svolge le attività, a lui delegate da un datore di lavoro. Perciò il collegamento allo Smart Working è, come è facile pensare, direttamente connesso.

Per definire che cos’è lo Smart Working ci facciamo aiutare dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali : Il Lavoro Agile (o Smart Working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

La definizione di smart working, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l’accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).

Direi che quanto descritto ci aiuta a capire i punti nevralgici di questo tipo di attività e a cogliere gli spunti che ci offre per uno Smart Office.

 

Perché creare uno Smart Office

Proprio partendo dal presupposto contenuto nella definizione del ministero, cioè quello di aiuto al lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro, favorendone nel contempo la produttività, si può già avere la risposta al perché del sottotitolo.

Se si parla sempre di modernità, di futuro migliore grazie alla tecnologia, perché non lo si deve pretendere nel nostro presente, dove sia possibile applicarlo, nel miglioramento della nostra vita lavorativa e non?

Abbiamo hardware e software che ci permettono di poter lavorare da qualsiasi posto, server per organizzare database efficienti dove ognuno può aggiornare il proprio file o documento, sistemi di comunicazione che ci permettono di essere sempre connessi e informati. Perché non dovremmo sfruttare tutto questo ora?!

Certo, dipende dal tipo di lavoro. Ma quante attività ci obbligano a stare dentro uno spazio chiuso insieme ad altri con cui neanche abbiamo un costante interscambio di dati e informazioni, e nemmeno un minimo rapporto umano?

Chi lavora presso un’azienda o ufficio strutturato deve sottostare alle regole di quell’ambiente, ma chi invece è dentro una piccola struttura o dotato di semplice partita IVA può avvalersi di questa modalità.

La snellezza che contraddistingue lo Smart Working (assenza di vincoli orari o spaziali) in termini di struttura deve essere accompagnata da un‘organizzazione e pianificazione (un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi), per non sfociare in una confusione tra vita privata e lavoro che non farebbe altro che scoraggiare chi appena inizia a provarlo.

Ma qui si tratta del livello di impegno che ogni nostra azione deve avere se da questa ne vogliamo far scaturire dei risultati. Se il solo obiettivo è quello di lavorare da casa e non altro, allora è meglio rimanere nel tipico ufficio tradizionale.

L’obiettivo è invece quello descritto nella definizione del ministero, come già scritto, cioè maggiore conciliazione tra vita privata e lavoro e maggiore produttività.

 

Local independent

La prima efficienza è sicuramente quella di avere una struttura snella, composta solo dall’equipaggiamento hardware e il collegamento a internet. Il posto dove ci troviamo diventa secondario.

La prima grande rivoluzione dello Smart Working è proprio questa, dato che il mondo del lavoro tradizionale è forse, per prima cosa, definito dall’ambiente in cui si lavora.

Si può lavorare a casa, in un co-working, in trasferta o andare nella sede del proprio datore di lavoro quando serve. Aumentando in questo modo anche il proprio bagaglio di conoscenze e quindi la possibilità di lavorare in un contesto più dinamico e innovativo.

Poi c’è la flessibilità dell’orario che uno smart worker deve sapersi dare. Non si deve trattare di libertà inefficace ma di rigorosa gestione del proprio tempo. Da questo ne deriveranno solo benefici personali e lavorativi.

 

Boss independent

Il secondo aspetto rivoluzionario è dato dalla indipendenza che si ha lavorando da remoto. La presenza di procedure chiare e di obiettivi ancor più limpidi insieme alla responsabilità personale rende liberi dall’avere per forza un responsabile alle calcagne che ti controlla o da istruzioni giorno per giorno.

Se con il datore di lavoro si è condiviso la procedura operativa, le fasi, i cicli e gli obiettivi, allora non rimane altro che la nostra competenza e responsabilità nell’affrontare i compiti assegnati.

 

Abbassare le spesse fisse

Chiaramente i costi si abbassano notevolmente se si può operare da qualsiasi posto, che sia la casa, lo spazio co-working, la biblioteca o quant’altro.

La spesa costante sarà quella del primo acquisto dell’hardware e del collegamento wi-fi, ma il risparmio lo si ottiene anche coll’uso di app e software di gestione che oramai si trovano gratuitamente. Inutile ricordarvi Trello o Asana e tutti gli altri applicativi di cui vi ho scritto nei miei articoli.

 

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Chiaramente il vantaggio maggiore sulla riduzione dei costi del lavoro è innegabilmente per il datore di lavoro, dagli spazi di lavoro all’hardware e software utilizzati. Ma questo diventa altrettanto vantaggioso per lo smart worker che così ha più potere di attirare l’attenzione su di se nel mercato delle professioni.

 

Aumentare la produttività

Se si lavora per fasi, cicli e obiettivi chiari allora la puntualità delle nostre azioni, per svolgere i compiti ricevuti dal datore di lavoro, sarà maggiore come lo sarà per chi ci da le istruzioni sulle attività da svolgere, sapendo che, facendo lavorare per obiettivi, la motivazione per l’addetto sarà quella di raggiungerli nel più breve tempo possibile e con la maggiore efficacia possibile.

 

Dare più libertà ai collaboratori

Come scritto prima, la responsabilità dello smart worker deve essere proverbiale se si vuol mantenere questa indipendenza e al tempo stesso avere efficienza nello svolgere le attività.

Ma il tutto viene ripagato dall’avere più libertà dai datori di lavoro o committenti che siano, che si affidano a professionisti con le competenze giuste per quel compito esatto e, dotati di fiducia negli altri, non devono seguire passo passo ogni azione del delegato.

Se si ha un buon rapporto con il cliente o il datore di lavoro, se si lavora quando si è fissato nella propria agenda, ma nell’arco dell’intera giornata e non secondo orari prefissati da altri, se ci si può muovere liberamente a seconda delle necessità senza essere obbligati a restare chiusi in un ufficio, allora si sarà anche più produttivi. E lo sarà il team di collaboratori e l’organizzazione complessiva di lavoro.

 

Work life balance

Ripartiamo come abbiamo fatto in tutto l’articolo dalla definzione legislativa e da questa frase per l’esattezza: “una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro”

Questa forse da il significato più profondo allo smart working. La conciliziazione tra vita privata e lavoro contro l’alienazione dalla propria sfera privata che il lavoro stesso di solito causa.

Se di rivoluzione si tratta, questa però deve portare a un miglioramento e non solo a uno stravolgimento delle proprie abitudini.

Questa evoluzione deve far gestire lavoro e propria vita privata in armonia e secondo orari più consoni e flessibili, senza l’assillo del timbrare il cartellino e del rispetto canonico delle minime otto ore giornaliere.

Pensiamo, poi, solo ai problemi pratici tipo il traffico per strada, sia all’entrata che all’uscita da lavoro o al tempo sprecato in momenti di mole di lavoro minore come capita spesso in molti uffici aziendali.

 

I principi della nuova modalità:

Leadership

La pratica della leadership in questo contesto si tramuta in un’opera di responsabilizzazione dei collaboratori con meno controllo su di loro, dato che verrano giudicati sulla base del raggiungimento degli obiettivi prefissati collegialmente.

Responsabilizzazione e motivazione

Di pari passo a quanto scritto sopra il collaboratore si sente più responsabilizzato ma al tempo stesso più motivato, perché è stato scelto per un compito sulla base della sua competenza e ha avuto una chiara istruzione su quello che deve svolgere.

Chi accetta qualsiasi attività da remoto, di per sé, assume un ruolo di responsabilità che deve interpretare fino in fondo, perché l’unica cosa che conta sarà la consegna del progetto o documento richiesto dal datore di lavoro, attraverso la procedura delle fasi di lavoro.

In questo modo al centro dell’organizzazione c’è la persona, dove gli obiettivi personali e professionali coincidono con quelli aziendali, fornendo una maggiore soddisfazione personale e anche una maggiore produttività aziendale.

la responsabilità del lavoratore aumenta, non diminuisce, essendo consapevole in maniera responsabile della propria attività e quindi più mirato sugli obiettivi senza perdite di tempo tipiche dell’ufficio tradizionale.

In più il lavoro di team è garantito da software di gestione oramai consolidati e dai nuovi sistemi di comunicazione. Per di più l’autonomia è maggiore nella definizione della propria agenda e della tempistica di svolgimento delle attività.

Il risultato dello Smart Working deve essere il maggiore coinvolgimento del lavoratore e quindi la maggiore motivazione sugli obiettivi aziendali. Lavoratore da remoto non vuol dire dare ogni tanto qualche compito e poi aspettare il risultato ma un continuo confronto e una condivisione di informazioni.

Lo so, questo è difficile anche in un normale ufficio ma in questo caso deve esser d’obbligo perché altrimenti la collaborazione fallisce sul nascere.

 

Krisztina FekecsSmart Working-Smart Office
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La condivisione degli obiettivi con Trello

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Chi di noi non ha dovuto lavorare in un gruppo, in un dato momento della sua vita lavorativa. Sia nel lavoro, che nei propri interessi o in famiglia è sempre utile avere un luogo (virtuale o reale che sia) dove tutti possono fornire informazioni, commentare e costruire qualcosa intorno a quella informazione.

La maggior parte delle app e dei servizi di gestione dei progetti forniscono flussi di lavoro “in scatola”, ma di solito questi strumenti sono spesso strutturati in modo eccessivo. Non è il caso di Trello, di cui ti ho scritto negli ultimi articoli sul mio blog.

Ciò che distingue Trello da molti altri sistemi è che richiede un approccio reale alla gestione di gruppi di informazioni.

 

La metafora dei post-it su una lavagna.

 

E’ come avere una lavagna, con colonne disegnate su di essa, per indicare le diverse fasi di un processo e le note adesive che rappresentano i compiti. Puoi scrivere sui post-it e spostarli tra le colonne sulla lavagna, così puoi sempre vedere a colpo d’occhio come stanno le cose nel progetto generale.

Trello traduce questo metodo nel mondo digitale, con “bacheche” o “board” che sono come una lavagna, liste che corrispondono alle colonne disegnate e “card” che sono come le note “stacca e attacca” .

Ma oltre a questa corrispondenza a un metodo reale per visualizzare un processo, c’è anche l’opportunità di poterlo comunicare, condividendo ciascuna scheda con un numero qualsiasi di persone. Ogni bacheca può avere un sacco di liste e ogni lista può contenere tutte le card che vuoi.

Ma non bisogna abusarne facendo troppe liste o carte, proprio come con una lavagna fisica, che potrebbe diventare troppo piena di informazioni e così mal leggibile.

Le card sono il punto focale della gestione e della comunicazione. Ogni card ha un titolo e una descrizione opzionale, e ha il suo flusso di commento dei membri del gruppo per discuterne l’argomento. È possibile aggiungere liste di controllo a una card, caricare allegati e persino assegnare una data di scadenza.

Le persone del team possono essere collegate a una card in modo che ricevano notifiche di nuovi commenti o allegati via e-mail e tramite notifiche.

Le etichette poi ti aiutano a categorizzare le card in un modo che va oltre il loro posizionamento in una lista. E forse la cosa migliore è che una sezione “Attività” può tener traccia di tutto ciò che ogni membro fa su una card, in modo da essere aggiornati e sapere sempre cosa è successo.

Molte board di Trello finiscono per essere orientate esclusivamente al processo, in cui ogni lista si associa a una precisa parte di un processo e i membri spostano le card da una lista all’altra mentre il processo avanza.

Ma questo non è l’unico utilizzo; ad esempio, è possibile creare un calendario condiviso in cui ogni lista viene mappata a un plan di una settimana oppure è possibile creare una board che tenga traccia dei clienti potenziali con un elenco per ogni gruppo di vendita.

 

La struttura di Trello per un’attività di team

 

Ecco un esempio di come puoi utilizzare Trello per iniziare a gestire un progetto e i suoi contenuti con il tuo team.

1. Creare uno spazio per il progetto

Crea un gruppo in Trello per il tuo progetto. Assegna un nome e includi una descrizione se necessario.

2. Creare una board

Crea una nuova bacheca per ogni flusso di attività all’interno del progetto.

3. Creare liste

Alla board, crea liste corrispondenti alle fasi di sviluppo del progetto. Puoi iniziare con Da fare e continuare con In sviluppo, In corso, Eseguito. Ogni scheda attività dovrà spostarsi da sinistra verso destra, ma non necessariamente all’interno di ogni elenco durante il processo del contenuto.

4. Aggiungere membri del team allo spazio e alle card del team

Invita i membri del tuo team al gruppo del team e nelle schede pertinenti per loro. Puoi aggiungere persone che sono già su Trello o inviare un invito via email con un link di registrazione di Trello.

5. Abbattere le attività della card

Una card rappresenta un compito. Inserisci tutti i compiti rilevanti che hai a portata di mano, suddividendoli e inserendoli nell’elenco pertinente. Questo ti offre una panoramica completa del lavoro del tuo team. L’obiettivo è chiaramente quello di abbattere le attività delle card.

6. Assegnare i compiti ai membri del team

Distribuisci le attività ai diversi assegnatari aggiungendo altri membri della squadra alla card. Puoi anche menzionare le persone nei commenti digitando “@” e il loro nome utente.

7. Impostare una data di scadenza

Aggiungi una data e un’ora per ciascuna card per assicurarti di non perdere mai una scadenza.

8. Aggiungere sottoattività, descrizioni e allegati

La bellezza delle card di Trello è che contengono tutte le informazioni rilevanti su un’attività. Inserisci una descrizione, aggiungi una lista di controllo con le sottoattività e allega tutti i file necessari. Ciò facilita il trasferimento delle mansioni tra i membri del team.

9. Tracciare il tempo delle attività

Cerca di tracciare il tempo trascorso su ogni attività all’interno di Trello. Vedrai dove la tua squadra trascorre del tempo in modo da poter stimare meglio la durata delle attività, dove sono i colli di bottiglia del progetto e come puoi migliorare ulteriormente la gestione del tuo progetto. Ci sono diverse applicazione che permettono questo, come per esempio Toggl o TimeCamp.

 

Obiettivi comuni

 

Un team di lavoro che si rispetti deve lavorare per obiettivi comuni ben chiari e comunicati.

Una board di Trello è il luogo dove organizzare e comunicare i progetti per i giorni a venire, sempre secondo obiettivi comuni.

Ogni team può organizzarsi come meglio crede, con la flessibilità che ritiene necessaria per tracciare gli avanzamenti.

Una lista dei progetti in corso, aggiornata con commenti e idee secondo le necessità, può essere caratterizzata da ulteriori card che rappresentano progetti ed esperimenti da provare.

Proprio queste card si muovono con un flusso preciso secondo un ordine dato come potrebbe essere questo: Idee-Convalida idea-in fase di sviluppo-In corso-Completato-Archivio.

Già nella fase di convalida si potrebbe assegnare un punteggio che misura il potenziale impatto di un’idea sul progetto intero, la nostra fiducia nel suo successo e la facilità con cui si può mettere in pratica.

Ognuno così può convalidare o meno un’idea dando il proprio contributo in egual misura a ogni altro membro del team.

Alla fine il flusso del processo sarà secondo una logica per cui ogni membro del team contribuisce all’avanzamento del progetto senza per forza dipendere da un’organizzazione verticistica dove solo il leader decide e fa procedere le attività.

 

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Krisztina FekecsLa condivisione degli obiettivi con Trello
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La comunicazione virtuale con Trello

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Ridurre le mail

 

Avere una casella postale ordinata e organizzata è il primo fondamentale passo per aumentare la tua produttività. Le email sono necessarie ormai per qualsiasi tipo di business, una buona parte della comunicazione si svolge tramite questo canale.

Non puoi permetterti di sprecare del tempo prezioso per colpa di disorganizzazione e innanzitutto di perdere clienti attuali e potenziali per una comunicazione poco efficiente.

Sappiamo che questo è un obiettivo comune per chi lavora dove c’è bisogno di una continua comunicazione ma che poi viene disatteso o per scarso impegno (considerando questo tema poi non così decisivo) o per disorganizzazione.

La posta elettronica è sicuramente decisiva ma va coadiuvata da un metodo che ti fornisca ordine per non farti sopraffare dal volume quotidiano di posta dentro la tua casella.

Le necessità comuni per tutti sono quelle di dialogare, scambiare idee, condividere file, con una o più persone contemporaneamente; su un progetto o più progetti, e non sempre con le stesse persone.

Al tempo stesso c’è il bisogno di gestire progetti, attività e calendari in cui una o più persone sono coinvolte.

E qui torna in ballo Trello che può essere uno strumento utile alla comunicazione integrata alle attività che stai svolgendo.

Se infatti ti ricordi dei recenti articoli sul mio blog, abbiamo parlato delle liste su Trello che danno il quadro organizzativo dentro a una board di progetto.

All’interno di queste liste ci sono le card dei singoli compiti da eseguire per portare avanti il progetto, che sono “taggabili” con i nominativi dei singoli membri della board, così da poter essere informati sul procedere delle attività.

La card d’altronde è l’unità di base di Trello e può essere assegnata ad un membro, spostata da una lista ad un’altra, avere una scadenza o archiviata, creando un flusso chiaro e condiviso.

Come scrivono su Trello.com :

Il layout condiviso permette di visualizzare chiaramente la tabella di marcia e la portata del lavoro, coinvolgendo tutte le parti all’interno di una pianificazione ben organizzata, chiara nelle priorità e perfettamente coordinata.

Il vantaggio è quello di avere notifiche sulla posta ma di evitare una comunicazione standard via e-mail dove le risposte e gli inoltri ingolfano la casella di posta senza avere una efficace passaggio di informazioni.

Infatti il commento dentro alla singola card obbliga a una sintesi di scrittura e si collega direttamente all’avanzamento del compito da svolgere, notificato direttamente a tutti i membri taggati.

Oltre ai messaggi via mail, chiaramente, all’interno della card potrai allegare anche file, documenti e immagini che servono per lo svolgimento dell’attività o semplicemente di ispirazione e discussione.

Se usi la versione gratuita hai la possibilità di attivare solo un power up, che può essere per esempio il Google Drive del team, dove comunque hai strutturato l’archivio, e da dove è possibile allegare facilmente i file necessari alla scheda.

 

Avere chiara la procedura per tutti

 

La comunicazione però non potrà essere efficace se le procedure di esecuzione all’interno di un progetto (dentro a una board) non sono chiare.

Con Trello questo è immediato. Hai davanti agli occhi, dentro le liste, ogni singolo compito che descrive la rispettiva attività, potendo seguire il suo flusso di avanzamento e l’ordine preciso secondo cui eseguirlo.

In ogni caso la struttura deve seguire sempre la procedura. In questo modo tutto il team ha la procedura davanti agli occhi, ha sempre presente il prossimo passo, ma, cosa che è ancora più importante, è consapevole dell’obiettivo finale.

Questo permette di tenere insieme il team anche dal punto di vista della motivazione e della responsabilizzazione. Ognuno porta avanti il suo compito che si completa con il lavoro degli altri e si crea così il quadro completo.

Si può organizzare la bacheca o board suddividendo le liste per mese e programmando una serie di attività predefinite o da aggiungere mano a mano.

Le liste altresì possono essere divise in “progetti in avvio”, “progetti in corso”, “progetti completati”, così da avere una vista completa della situazione di avanzamento.

Certo bisogna essere rigorosi nel segnalare gli aggiornamenti, taggando i membri coinvolti in quel preciso compito della card. Ma questo diventerà automatico quando userete Trello come vostro controllore sano delle vostre attività.

 

GMail e Trello

 

Esiste anche un sistema integrato di Gmail che permette di inserire un’estensione con cui è possibile aprire una card direttamente dentro a una lista.

Soprattutto nel caso in cui hai spesso scambi di mail in cui dai o ricevi istruzioni che, così, potrai facilmente trasformare in tasks. Questo ti eviterà di copiare e incollare ogni singola mail in Trello.

Ecco qui il link per avere questo plug-in.

 

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Krisztina FekecsLa comunicazione virtuale con Trello
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Creare una procedura per rendere efficiente il lavoro di squadra

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Un aspetto molto importante per tutti i tipi di attività, sia quelle già avviate che quelle da avviare è la definizione di una procedura operativa.

Definizione

Ma cos’ è una procedura in pratica? Partiamo dalla sua definizione: una procedura è una metodologia organizzativa per definire come, all’interno di una struttura, ufficio o azienda, gli incaricati devono operare, seguendo chiare e precise indicazioni, per operare in modo ripetibile e indipendente allo svolgimento di tutti i compiti necessari al compimento di un processo di lavoro.

La procedura può anche entrare nel merito delle attività di tipo prevalentemente esecutivo (cioè si occupa di definire cicli, valori di parametri, istruzioni specifiche su come usare strumenti o macchine) per il personale esecutivo.

L’articolazione dei contenuti va sviluppata secondo alcuni punti comuni:

  • Lo scopo: riportare ciò che ci si propone di ottenere con la procedura in questione
  • Il campo di applicazione: riportare l’area a cui si vuole estendere l’applicazione della procedura in questione (a che cosa, a chi, dove, quando applicarla)
  • La responsabilità: vanno riportati i collaboratori che sono coinvolti nelle singole attività, con i loro obiettivi rispetto alla stessa.
  • I riferimenti e i documenti: vanno elencate le istruzioni, le specifiche o la documentazione a cui fare riferimento per comprendere e adeguarsi alla procedura
  • La modalità operativa: va descritta la corretta sequenza delle attività (indicando i relativi responsabili) da svolgere per conseguire lo scopo che la procedura si pone.

Nella pratica

Fin qui abbiamo visto in chiave teorica e terminologica cosa significa procedura. Ma nel caso che tu parta da zero per far diventare la tua idea, la tua nuova professione o start-up, un qualcosa di effettivo, efficiente e che produca risultati allora è bene che tu pensi al modus operandi che ti vuoi dare e che vuoi che seguano i tuoi collaboratori.

Complessa o snella che sia la tua attività può sembrare facile a dirsi e più difficile a farsi , perché credi che sia un ‘operazione più amministrativa e burocratica che altro. Ma invece serve a chiarirti meglio come vuoi che funzioni il tuo ambiente di lavoro. E non farti prendere dalla preoccupazione che sia troppo gravoso e complesso.

Si tratta solo di mettere in chiaro tutti i compiti che tu già conosci e che magari svolgi tutti i giorni nel tuo lavoro per far tenere in mente ai tuoi collaboratori la tua idea di organizzazione. Decidi tu come renderla più chiara e semplice da comprendere, redatta o semplicemente comunicata a voce; sicuramente deve essere ben impressa a chi collabora con te in modo da essere ben operativo e indipendente.

Forse ti sembrerà scontato ma sappi che le difficoltà maggiori in un team di lavoro dipendono proprio da istruzioni e obiettivi poco chiari e scarsa comunicazione su di essi. Una procedura ben comunicata rende tutto più scorrevole ed efficiente.

Se vuoi far crescere la tua attività l’unica maniera di far rendere il tuo team di lavoro responsabilizzandolo e quindi rendendolo più indipendente da te. E qui torniamo al concetto di delega di cui ho scritto più volte nei miei articoli.

La delega infatti ti rende più responsabile come leader del team e più soddisfatto dei risultati se questi sono frutto di un’organizzazione ben definita da procedure e obiettivi. Con il guadagno del tempo da dedicare alle tue attività più strategiche e la riduzione dello stress accumulato giorno dopo giorno.

Uno strumento utile

Se non hai mai definito una procedura puoi partire con un prototipo usando strumenti disponibili sul Web come Trello. Basato sull’idea di organizzazione del “Just in time” è stato progettato come organizzatore settimanale delle attività e permette di tenere sotto controllo anche la lista di cose da fare in maniera più o meno articolata a seconda dei tuoi bisogni.

Questo sistema di produttività personale ti da un quadro realistico delle cose da fare secondo le tue priorità definite e ti offre di collaborare con i membri del tuo team aggiungendoli a una board, gestendo le attività (schede) al suo interno di volta in volta a seconda di quello che vuoi delegare. Oltretutto ti permette di avere una revisione delle cose fatte e di quello che resta da fare, per restare al passo con i tuoi obiettivi, inquadrando bene gli errori e cercando di “settare” di conseguenza la procedura.

Definita la tua board di progetto passi alla creazione delle liste per tenere le schede o card (attività o idee) organizzate nei vari stadi di progresso, spostandole tra le liste dall’inizio alla fine, secondo la configurazione del Da fare, In corso e Fatto. In questo modo Trello diventa un luogo in cui tenere traccia di idee e informazioni. Non c’è limite al numero di liste di attività che puoi aggiungere a una bacheca, e possono essere disposte come preferisci.

Un fattore molto importante, per riagganciarci a quanto scritto prima è quello di condividere con i tuoi collaboratori una card di “istruzioni” facilmente accessibile in cima alla prima lista sulla bacheca. Dove aggiungi obiettivi, tempi, risorse e link ai canali di comunicazione.

Un altro aspetto positivo è poter comunicare lasciando un commento su una scheda per fornire un aggiornamento di stato al tuo gruppo. In questo modo tutti i tuoi collaboratori sapranno quello su cui hanno lavorato e di cui non dovrai preoccuparti in seguito.

Lo spostare le singole schede da sinistra a destra, secondo un workflow di completamento attività, diventa così anche un soddisfacente casellario dove segni i compiti svolti tenendo bene a mente cosa invece manca da essere completato.

Avere l’avanzamento sott’occhio è il primo compito di un responsabile di un progetto e Trello in questo sta diventando uno dei migliori strumenti in circolazione soprattutto per team di lavoro fluidi che lavorano da remoto ma anche per quelli in uno stesso ufficio. Entrambi hanno bisogno di un sistema che informi e sia informato sul procedere delle cose sempre in costante aggiornamento e con una comunicazione simultanea a tutti i membri della squadra.

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Krisztina FekecsCreare una procedura per rendere efficiente il lavoro di squadra
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Parola dell’anno: delega

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Se hai lavorato sulla pianificazione del 2019 magari hai scelto la tua parola dell’anno, la quale sarà il punto di focus dell’anno.

Questa parola probabilmente non è la delega, ma potrebbe essere crescita, leggerezza, esplorazione, avventura e così via.

Cosa c’entra quindi la delega? Forse perché la delega potrebbe essere il primo passo verso il tuo obiettivo e verso la tua parola dell’anno.

Mi spiego meglio. Se vuoi far crescere la tua attività devi iniziare a delegare, se vuoi ottenere più leggerezza, devi creare del tempo per le cose che ami fare, quindi devi imparare a delegare, se ti serve tempo per esplorare nuovi settori e business, devi imparare a delegare, se hai deciso di girare il mondo con una sola valigia, devi trasformare il tuo business in un’attività non dipendente da te, quindi devi imparare a delegare.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa succede nel mondo del lavoro e nel business.

Secondo l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, più di una grande impresa su due (il 56% del campione) ha avviato progetti strutturati di Smart Working, adottando modelli di lavoro che introducono flessibilità di luogo, orario e promuovendo la responsabilizzazione sui risultati (erano il 36% un anno fa).

A queste, bisogna aggiungere un ulteriore 2% che ha realizzato una qualche iniziativa informale e l’8% che prevede di introdurre progetti nel prossimo anno, per cui complessivamente circa due grandi aziende su tre stanno già sperimentando una qualche forma di Smart Working.

Il 59% delle grandi imprese ha introdotto nuove tecnologie digitali per supportare i progetti di Smart Working, mentre nel 27% delle imprese gli Smart Worker erano già dotati delle tecnologie necessarie. È quanto emerge dal sondaggio su un campione di 183 imprese con più di 250 addetti.

Come vedrai dalla tabella sottoriportata lo smart working e il settore digitale vanno a pari passo, è sempre più evidente che si tratta di una rivoluzione vera del mondo di business, e di una rivoluzione da non fermare nel mondo del lavoro.

La delega diventa il punto critico del nuovo sistema, indipendentemente che si tratti di aziende strutturate, o di piccole realtà. Senza imparare a delegare in modo efficace e intelligente non sarà possibile creare e mantenere un sistema flessibile, liquido, cioè smart.

La delega è una delle competenze manageriali più importanti ma ignorata da molti, imperniati dalla falsa certezza che se ci si occupa in prima persona di tutte le attività queste saranno portate a compimento meglio e presto.

 

Sappiamo che non è così, soprattutto dalle esperienze in aziende dove il lavoro in team è la prima buona pratica da seguire se si vuole ottenere risultati in maniera efficiente.

E guidare una squadra non vuol dire controllare tutto e tutti ma affidarsi alla singole competenze facendole lavorare e responsabilizzandole oltre che dedicarsi alla formazione di nuove skill se ce ne fosse bisogno.

Si tratta di una nuova forma di leadership.

Tramite un attenta supervisione e un check mirato sul processo lavorativo il delegare mira a dare priorità alle attività strategiche e a affidare a professionisti compiti dove magari la competenza altrui può dare un valore aggiunto.

Se non deleghi freni la crescita del business.

Non è una frase così scontata.

Il potersi dedicare al proprio core business con più tempo sapendo che qualcuno (di cui chiaramente ti puoi fidare) sta svolgendo per te compiti meno strategici ma altrettanto importanti come l’amministrazione, la segreteria, la gestione dei social media, il marketing etc. da una tranquillità e un appagamento che difficilmente troverai occupandoti di tutto in prima persona, perché sarai sempre affannato e occupato con scarsa efficienza.

Nella delega ci sono dentro svariati aspetti che possono far evolvere di per se il proprio lavoro, come l’uso di nuovi software e applicazioni per la gestione e l’organizzazione delle attività, lo smart working ampiamente citato prima e oramai possibile con i sistemi hardware disponibili e i molteplici modi di comunicare, la collaborazione con figure professionali specializzate, l’andare oltre un ambiente fisico di lavoro fisso, ove possibile, che permette di evitare i tanti disagi (come per esempio il dover timbrare un cartellino in tempo dopo un’ora di traffico).

E’ chiaro che non tutti possono applicare quanto scritto sopra, ma certo è che la delega, sia in casi di grandi strutture che in quelli di piccole realtà può dare un impulso notevole e insperato al processo lavorativo.

Fidarsi e affidarsi sono due verbi su cui la diffidenza agisce pesantemente ma una volta cacciata questa, insieme alla zona comfort delle tue abitudini, l’arricchimento che si ottiene, non solo materiale ma intimo della tua persona, non ti farà più abbandonare la pratica della delega.

Il mese di gennaio sul mio blog sarà infatti dedicato all’arte di delegare: cosa, come e a chi delegare.

SCARICA gratuitamente il mio Kit di delega QUI

 

 

Krisztina FekecsParola dell’anno: delega
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20 libri che miglioreranno la vostra produttività

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Un libro può aiutare in qualsiasi aspetto della vita e può quindi anche darvi consigli per una maggiore produttività mettendo in pratica i dettami letti.

Quanto vi sottopongo di seguito cerca di darvi buone letture sull’argomento di una più efficiente produttività per invogliarvi a migliorare in questo aspetto della vostra vita lavorativa e non.

 

  1. La regola dei 5 secondi di Mel Robbins

Il testo di Mel Robbins ci introduce alla tecnica cosidetta della “5 seconds rule”. Lei life coach e una delle massime esperte americane sul lavoro e le relazioni interpersonali, insegna alle persone che abbiamo non più di 5 secondi per passare all’azione prima che il nostro cervello inizi a produrre delle scuse. Il nostro cervello cerca di spendere meno energia possibile per cui il suo obiettivo è sempre quelllo di andare contro il cambiamento e gli impegni difficili.

  1. Gestisci il tuo tempo di Luca e Laura Ravelli

Questo libro come scritto nell’introduzione è dedicato a chi ha cura di sé e curiosità di apprendere, cercando di avere un atteggiamento positivo e attento nei riguardi del tempo. Ma anche a chi crede di non aver mai tempo per fermarsi, sempre immerso nella corsa “col cervello in mano”. Luca e Laura Ravelli, formatori e consulenti, si occupano di aspetti comportamentali e di sviluppo della managerialità personale e ci guidano, in questo caso, a come gestire il proprio tempo, per far capire la differenza tra chi il tempo lo vive, lo occupa o lo trascorre, grazie anche a consigli pratici e  test di autovalutazione.

  1. Fare il doppio in metà tempo di Jeff Sutherland

L’ex pilota da caccia e innovatore tecnologico Jeff Sutherland ci introduce al metodo cosiddetto “Scrum”, termine inglese che identifica la mischia nel gioco del Rugby. Questo metodo contempla una organizzazione del lavoro pensata in ottica del raggiungimento degli obiettivi, con efficienza ed efficacia, basata su cicli brevi di sviluppo svolti da team di poche persone e volta alla valorizzazione del talento delle persone stesse grazie alla presenza di un leader facilitatore. Gli aspetti su cui si basa questa tecnica sono la trasparenza tra i membri del team e i responsabili, l’ispezione con l’analisi dei risultati e l’imparare ad adattarsi e a innovare.

  1. Riconquista il tuo tempo di Andrea Giuliodori

Giuliodori, creatore di efficacemente.com, punto di riferimento per chi si interessa di crescita personale, ci descrive come riappropriarsi del proprio tempo (e quindi della nostra vita) partendo da un giornata immaginaria e dalla pratiche e abitudini da mettere in atto ora per ora, ridefinendo così la nostra strategia quotidiana nell’affrontare quel che desideriamo davvero per realizzarci in ogni aspetto della nostra esistenza. Il riappropiarci del nostro bene più prezioso, il tempo, significa fare meno ma farlo meglio, sapendo focalizzarsi sulle effettive priorità, così da riconquistare quegli spazi di vuoto dover poterci rigenerare.

  1. Manage your Day-to-Day: build your routine, find your focus, and sharpen your creative mind, ovvero come gestire le attività quotidiane

Il libro ci dice come dire basta al troppo lavoro e iniziare a fare il lavoro migliore. Se si è troppo indaffarati, distratti e sopraffatti dal troppo lavoro, se si lavora ininterrottamente tutto il giorno, per  poi renderci conto che non si è portato a termine le cose più importanti quando si lascia l’ufficio allora bisogna rendersi conto che Il mondo è cambiato e anche il modo di lavorare deve cambiare. Con spunti di saggezza che traggono ispirazione da 20 esempi di menti creative, Manage Your Day-to-Day da alcuni strumenti per affrontare le nuove sfide di un lavoro continuo, h24.

Con il contributo di: Dan Ariely, Leo Babauta, Scott Belsky, Lori Deschene, Aaron Dignan, Erin Rooney Doland, Seth Godin,Todd Henry, Christian Jarrett, Scott McDowell, Mark McGuinness, Cal Newport, Steven Pressfield, Gretchen Rubin, Stefan Sagmeister, Elizabeth G. Saunders, Tony Schwartz, Tiffany Shlain, Linda Stone e James Victore. In più, una prefazione scritta dal fondatore e CEO di Behance, Scott Belsky.

  1. Detto, fatto: l’arte di fare bene le cose di David Allen

Il classico di David Allen una delle pietre miliari del business e della produttività personale. A differenza di altri libri di business con solo un elenco di consigli e di altri concetti, Allen scrive di un sistema completo per la produttività. In termini di mentalità, Detto, Fatto dimostra che si può avere la prospettiva e il controllo sulla lista delle cose da fare, che aumenta sempre di più. Il testo mostra come crearsi l’opportunità di raggiungere una produttività senza stress. Consiglio più frequente? Fare una revisione settimanale dopo aver letto Detto, fatto.

  1. La dittatura delle abitudini di Charles Duhigg

In La dittatura delle abitudini, il Premio Pulitzer Charles Duhigg offre la conoscenza di scoperte scientifiche che spiegano perché esistono le abitudini e come possono essere modificate. Fornendo moltissime informazioni attraverso aneddoti avvincenti Duhigg ci fa comprendere la natura umana e le sue potenzialità. La dittatura delle abitudini si basa su un tema decisivo: per praticare attività fisica regolarmente, perdere peso, essere più produttivi e raggiungere i propri obiettivi si deve soprattutto capire il funzionamento delle abitudini. I libro è incentrato sul modo in cui le persone, le aziende e le organizzazioni possano sviluppare abitudini positive in grado di migliorare il livello di produttività e di felicità.

  1. The miracle morning di Hal Elrod

L’inizio  della giornata ha un impatto decisivo sulla vostra produttività. C’è molta letteratura sulla routine mattutina delle persone di successo. Leggendo il libro e rispettando le idee descritte, si può reinventare il proprio tempo attraverso il fitness, la lettura e altre attività personali. Riguardo alla mentalità questo libro mostra come aumentare produttività e risultati attraverso una routine mattutina. Iniziando a svegliarsi presto per poi, appunto, costruire una routine mattutina fatta di più fattori (ad esempio, leggere anche per pochi minuti un giornale o un libro, scrivere il diario personale per 10 minuti e fare 10 minuti di esercizio fisico) in modo da essere pronti per il proseguio della giornata.

  1. Le sette regole per avere successo di Steven Covey

Il testo è oramai sotto l’attenzione del pubblico da oltre 25 anni. Ha attirato milioni di persone di ogni età e lavoro e tipo di vita.Le sette regole per avere successo è stato innovativo a suo tempo, una volta uscito nel 1990, e continua a essere un best-seller in ambito aziendale con oltre 10 milioni di copie vendute. Stephen Covey, esperto massimo di leadership, scrive che il vero successo nasce da un equilibrio tra efficacia personale e professionale e ci offre un manuale su come vivere queste due aree della nostra vita al meglio. I suoi aneddoti sono spesso tratti da situazioni familiari così come da sfide aziendali. Covey pone un “cambio di paradigma”, ovvero un cambiamento nella percezione e nell’interpretazione di come funziona il mondo. Covey sfida il lettore attraverso il modo di percepire e di agire correlato all’ambito della produttività, della gestione del tempo, del pensiero positivo, dello sviluppo dei cosiddetti “muscoli proattivi” (che agiscono per iniziativa invece che per reattività) e altro ancora.

  1. Padre ricco, padre povero di Robert Kiyosaki

Avere il controllo del proprio denaro è un aspetto altrettanto centrale della produttività. Con maggiori risorse finanziarie si possono delegare compiti (ad esempio utilizzare servizi di pulizia o assumere un assistente virtuale). Kiyosaki considera un’attività come qualcosa che genera soldi – ciò significa che i vostri beni personali non sono attività! Molti di noi considerano la propria casa come un bene. In definitiva le nostre case di solito risucchiano contanti! Il libro pone l’accento sull’importanza di costruire nuovi beni che producano reddito (ad esempio, azioni che paghino i dividendi, la proprietà di imprese, royalties, ecc). Consiglio preferito: cercare un lavoro che dia opportunità di apprendimento e crescita, più di un lavoro comodo – è un ottimo modo per incrementare la propria capacità produttiva.

  1. La guerra nel team: Racconto sulle 5 disfunzioni del lavoro di squadra di Patrick Lencioni

In questo libro, Patrick Lencioni ci scrive una favola dedicata ai temi della  leadership dove pone la sua attenzione e la sua narrativa sul mondo dei gruppi di lavoro. Kathryn Petersen, CEO di Decision Tech, si trova costretta ad affrontare una crisi di leadership: unificare un gruppo di lavoro tanto diviso da mettere a rischio l’intera azienda. Il racconto di Lencioni è ci ricorda come la leadership necessiti di coraggio e di competenza e mette in luce le cinque problematiche per cui anche i migliori team spesso sono conflittuali. Descrive un modello e delle note pratiche per saltare gli ostacoli e per formare un team di lavoro unito ed efficiente. Si tratta di un’avvincente favola in grado di trasmettere un messaggio chiaro e forte a chi  lavora per diventare team leader, veramente.

  1. The e-myth revisited di Michael E. Gerber

Il testo funziona come risorsa fondamentale per far crescere le  proprie capacità e avere il controllo del proprio tempo. L’avviamento di un’attività può avvenire perché si è stanchi di lavorare per qualcun altro. O si è interessati ad approfondire il proprio talento o la propria passione – cucinare, scrivere o suonare. Il libro di Gerber giudica determinante creare sistemi e procedure perché il business possa crescere – altrimenti l’azienda non potrà mai andare oltre la produttività già raggiunta. Suggerimento preferito: scrivere procedure operative standardizzate in ogni ambito del proprio lavoro in modo che l’azienda possa funzionare, con o senza te presente.

  1. Non si può lavorare così! Vincere lo stress per produrre e vivere meglio di Tony Schwartz

Attraverso l’integrazione di conoscenze multidisciplinari per il raggiungimento di prestazioni più efficienti, Tony Schwartz sottolinea lo scarso interesse che viene dato ai quattro fondamentali bisogni dell’uomo che possono far raggiungere ottimi risultati: sostenibilità (fisica), sicurezza (emotiva), espressività (mentale) e significatività (spirituale). Invece di lavorare come automi eccessivamente per lungo tempo, si dovrebbe dare il massimo impegno quando riusciamo alternativamente a dosare le nostre energie tra questi quattro bisogni essenziali. Questo libro offre un sistema di strategie, pratiche e efficaci, per la gestione delle crescenti richieste di un mondo sempre più complesso.

  1. Checklist: come fare andare meglio le cose di Atul Gawande

Fare errori è tipico ma frustrante. Per evitare gli errori si dice sempre di aumentare istruzione e formazione. Ma il testo ci dimostra che ci sono altre opzioni. La lezione di mentalità è che una banale lista di controllo può migliorare enormemente le prestazioni. Gawande cita esempi in cui i piloti commerciali utilizzano sempre liste di controllo in modo che i voli vengano gestiti in maniera sicura. Molti medici impostano checklist per scampare da errori in campo sanitario. Il consiglio preferito naturalmente è quello di imparare a fare una checklist per migliorare la produttività.

  1. Essentialism: The Disciplined Pursuit of Less di Greg McKeown

Dove dedicare maggiormente il proprio tempo e attenzione, entrambi limitati, è una scelta decisiva per la propria produttività. La lezione che traiamo da “Essentialism” è quella di poter dire no alle richieste, alle persone e alle attività che non sono essenziali. È una facoltà difficile da adoprare, soprattutto se si è sempre stati abituati a compiacere le persone per vantaggio personale o per organigramma. Il libro offre illustrazioni tratte dall’esperienza di vita di McKeown.

  1. Produttività 300% di Max Formisano

Finalmente un libro italiano, uno dei miei preferiti, per la sua semplicità e perché può essere considerato il riassunto dei libri sopraelencati. Max, Il coach dei coach ti insegna il sistema che punta a semplificare la propria vita. “Identifica l’essenziale e invalida il resto” Produttività 300%” è un sistema che trasforma letteralmente il modo di concepire il tempo, le azioni quotidiane e la stessa vita, senza sacrificare se stessi, le vere priorità e il tempo libero.

  1. Una cosa sola di Gary Keller e Jay Papasan

In questo libro, come dice il titolo, la filosofia dell’unica cosa da fare viene spiegata a chi ha bisogno di ottimizzare e semplificare la propria organizzazione nel gestire il tempo, lavoro e non. Il focalizzarsi sulla cosa più importante o su quella che in un certo dato momento si ritiene indispensabile, a fronte di altre attività inutili o meno cruciali, per gli autori è la chiave del successo in ambito professionale e personale. Puntando sulla consapevolezza di se stessi e delle proprie esigenze personali.
Pagina per pagina viene smitizzato il credo dello “straordinario ad ogni costo” e del sovraccaricarsi di impegni per divulgare la dottrina del concentrarsi su “una cosa sola”. Il libro infatti inizia così. Con un proverbio russo: ”Se dai la caccia a due conigli, non ne prenderai nemmeno uno”.

  1. Batti il tempo di Flavio Cabrini e Ugo Ravaioli

Lo spreco del tempo, quale “padrone” del nostro tempo. Questo è quanto il testo ci mette di fronte. Quel 66% del tempo “sprecato” in attività marginali, fuori dalla nostra attività “fulcro”, è ingigantito dal tempo perso. L’essere consapevoli e padroni del proprio tempo fa la differenza e agevola a organizzare e coordinare anche i manager o chi deve gestire anche il tempo degli altri o dei propri collaboratori. Il libro è scritto in una buona sintesi di metodi e tecniche che vanno dal time management al problem solving mostrando come la delega, “questa sconosciuta”, risulti fondamentale nel migliorare la propria gestione del tempo.

  1. Quattro ore alla settimana di Tim Ferriss

Edito dal 2007, è servito da ispirazione a moltissime persone. Sotto l’aspetto della mentalità, questo libro dimostra che la gestione del tempo è spesso più preziosa del denaro in sé e per sé. Ci sono alcune sfide che Ferriss pone ai lettori. Come quella di stendersi per terra in un qualsiasi luogo per 10 secondi per dimostrare che c’è un limitato rischio reale nel contestare una norma stabilita. Il testo mira più a sottoporre delle soluzioni che invece a raccogliere opinioni presentando conversazioni e vita quotidiana.

  1. Tools of titans di Tim Ferriss

Qualcuno potrà argomentare se sia corretto includere questo testo tra quelli dedicati alla produttività ma pur essendo discutibile è comunque un vulcano di pensieri e consigli di persone diverse tra di loro, che credo possa interessare ad altrettante persone diverse per ragioni diverse. Uno dei Guru del miglioramento personale e del “lifestyle design” come Tim Ferriss ha raccolto centinaia di interviste fatte a persone di successo da cui si possono prendere spunti o consigli su come essere sano, ricco e saggio. Questi sono in effetti le tre parti in cui è diviso il libro, Healthy-Wealthy-Wise. L’autore di 4 ore alla settimana (The 4-Hour Workweek) ha raccolto, in giro per il mondo, centinaia di testimonianze di personalità sulle loro abitudini e sui loro strumenti utili per dare suggerimenti e trucchi, come lui stesso scrive, per raddoppiare guadagno, flessibilità e felicità.

E tu quali libri consiglieresti? Aspetto i tuoi commenti, intanto buona lettura!

 

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La ripartizione del tempo di un manager

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Oggi propongo un tema sempre attuale e forse mai risolto per molti manager delle nostre aziende: come ripartiscono il proprio tempo nelle singole attività, partendo da una scheda, trovata sul testo Gestisci il tuo tempo di Luca e Laura Varvelli (Ed. Gruppo 24ore), sulla percentuale media di ripartizione del tempo per un manager:

 

Lavoro autonomo, riflessione                                          7%

Telefono e e-mail                                                             17%

Lettura e cultura personale                                              3%

Supervisione dei collaboratori e delle attività               5%

Colloqui informali                                                             28%

Riunioni formali                                                                 19%

Impegni extra-aziendali                                                    6%

Viaggi e trasferte di lavoro                                                8%

Varie                                                                                      7%

 

Essendo un testo del 2003 si potrebbe dire che a distanza di 15 anni le cose son cambiate ma forse solo come aumento del tempo sprecato dietro a distrazioni varie, soprattutto quelle portate dai nuovi strumenti di comunicazione, smartphone su tutti. Quindi forse la voce Telefono e e-mail potrebbe essere aumentata in percentuale in questo lasso di tempo. Ma proprio per questo il nesso del discorso non cambia.

Tra chiacchiere e riunioni va in fumo la metà della giornata se aggiungiamo anche email e telefonate abbiamo già perso praticamente il 70% della giornata, e il manager non ha fatto ancora praticamente nulla di quello che sarebbe la sua attività principale a livello strategico….

Sulla focalizzazione degli obiettivi e la gestione delle priorità abbiamo ho già parlato più volte, perché è alla base di una sana pianificazione del proprio tempo e rimando quindi all’articolo sulla Matrice Covey.

Come sulla maniera di tenere traccia dei propri impegni quantificandoli e misurandoli con strumenti quali Toggl che permette di analizzare come abbiamo effettivamente usato il nostro tempo.

Certo ci vuole rigore nel segnare ogni inizio e fine attività ma già fare macroscopicamente questo segnatempo può far capire dove stanno le lacune di gestione e le perdite di tempo. Anche qui ripropongo l’articolo scritto sull’uso di Toggl.

Gli impegni che si accavallano, le riunioni che si sommano a cui non possiamo dire di no ma che sembrano anche un po’ improduttive, lo stress accumulato per l’ansia di dover finire molte cose (ma anche di doverle ancora iniziare) sono il risultato della inefficacia con cui si usa il proprio tempo.

E magari diventano alibi per non fare alcuna correzione sul proprio modus operandi per i giorni a venire.

Cambiando solo alcune abitudini e avendo un po’ di rigore in più su certe pratiche può aprire le porte a una sana e produttiva giornata lavorativa.

 

Consigli contro le attività “sprecatempo”

 

Ecco allora alcune dritte, che mi permetto di dare sulla base della mia esperienza e dei testi consultati in questi anni, per iniziare ad aumentare il tempo effettivo speso sulle varie attività elencate nella scheda, appena vista, delle percentuali medie di tempo dedicato ad esse:

Lavoro autonomo

  • Riservarsi almeno 30 minuti al giorno nel periodo più adatto quando nessuno può disturbare
  • Archiviare con metodo (come si legge nel libro di David Allen “Detto fatto!”)
  • Breve intervallo tra le attività come ci insegna la tecnica del pomodoro di Francesco Cirillo (The Pomodoro Technique: The Life-Changing Time-Management System)
  • Imparare ad analizzarsi e studiare la propria curva di produttività

Telefono e email

  • Iniziare sempre con le comunicazioni più difficili
  • Raggruppare le telefonate, farsi richiamare in quello slot di tempo
  • Chiedere alla propria segreteria di filtrare le chiamate (vi consiglio MySecretary App)
  • Comunicazioni sintetiche
  • Ridurre la comunicazione via mail , grazie anche all’uso di software semplici ma efficaci come Trello
  • Dare subito la risposta
  • Toccare ogni argomento una sola volta

Lettura e cultura personale

  • Leggere nei ritagli di tempo e durante le attese

 Colloqui e riunioni

  • Chiedersi sempre se è utile svolgere così tante riunioni
  • Scegliere orari intelligenti. E’ assolutamente da evitare iniziare la giornata con una serie di riunioni. Così le persone per la pausa pranzo sono già stanche e non sono riuscite ancora a dedicarsi al proprio lavoro
  • Iniziare e finire puntualmente, senza pausa caffè o pause dispersive
  • Colloqui max 20 minuti, riunioni di massimo 1 ora

Trasferimenti e impegni extra aziendali

  • Programmare e pianificare con anticipo
  • Stabilire in anticipo gli obiettivi
  • Preparare il verbale dell’incontro

Supervisione dei collaboratori

  • Rendetevi disponibili e imparate ad ascoltare
  • Focus sugli obiettivi e i risultati
  • Saper motivare

 

Non ci sono regole ferree ma solo buone pratiche da far diventare abitudini durante l’arco della giornata lavorativa o meglio durante la settimana se vogliamo parlare nell’ottica di una pianificazione produttiva.

Perché alla fine le abitudini sono i nostri comportamenti che ripetiamo ogni giorno, anche senza accorgersene.

Quindi basta aggiungerne altre, oltre alle nostre ( quelle buone! ), e organizzarle dentro un planning efficace!

 

 

 

 

 

 

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Scopriamo le azioni su Trello

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Abbiamo già parlato su come strutturare la board e di conseguenza le liste, abbiamo scoperto anche le funzioni indispensabili all’interno delle card per gestire le micro attività, ed ora capiremo le azioni sia all’interno delle card, ma anche tra le board.

 

Azioni su card

 

Se apri una card sulla destra, nel blocco inferiore troverai le varie azioni che puoi gestire.

Puoi spostare la card, scegliendo la board e la lista, addirittura anche il numero di posizione della card.

Funzione ancora più interessante è quella di copiare la card. Cliccando su Copia si apre una finestra dove impostare il nome della nuova scheda, se mantenere le checklist e le etichette applicate, poi naturalmente la board, la lista e il numero della posizione.

Questa funzione è molto utile quando una card passa in lavorazione di un altro team, il quale ha una board separata. In questo modo potrai trasferire in modo molto veloce le informazioni e quindi aprire una card dell’altro team. All’interno della nuova card naturalmente potrai fare tutte le modifiche necessarie già spiegate nell’ articolo precedente.

Sempre da questo blocco potrai anche archiviare la card (rimane sempre recuperabile per il futuro) o inviare il suo url per email.

 

Azioni sulle liste

 

Se clicchi sui tre puntini di una lista si apre una finestra di menù; potrai quindi copiare, spostare la lista o archiviare la lista, ma anche copiare o spostare tutte le card al suo interno.

 

Azioni sulla board

 

All’interno della tua board tra le liste potrai muovere liberamente le tue card; direi che questa è la funzione più soddisfacente di Trello. Con questa modalità di drag and drop (trascina e rilascia) proverai soddisfazione ogni volta che sposti una card dal “da fare” a “in corso” ed infine a “completato”.

 

Pagina iniziale e la raccolta delle board

 

Finora non ne abbiamo perlato, anche se ti sarai immaginato, potrai creare diverse board, per i vari settori della tua attività, ma anche per la vita privata, o per i tuoi clienti.

Quindi nella dashboard troverai tutte le tue board. Per non creare confusione conviene creare dei gruppi, per le categorie appena menzionate, e tutto questo è possibile dal menù dal lato sinistro.

Cliccando su uno dei gruppi ti si aprirà una finestra con dei punti salienti del gruppo, quindi volendo potrai rispondere ai commenti senza dover entrare nella board e nella card.

In basso sul lato destro troverai anche il menù di questo gruppo dove gestire i suoi membri e le sue impostazioni.

Se ti servisse riorganizzare le tue board e quindi cambiare gruppo, è possibile anche questo, ma in questo caso dovrai aprire la board coinvolta e cliccare su Altro, Impostazioni ed infine Cambia gruppo.

 

Trello è molto semplice, eppure all’inizio potrebbe sembrarti complicato come strutturare in modo efficace una board. Se è così potrai sempre contattarmi e richiedere una consulenza!

 

Se ti piace Trello e vorresti approfondire il suo funzionamento

SCARICA gratuitamente la mia GUIDA cliccando  QUI

 

 

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Google Calendar avanzato per essere ancora più produttivi

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Oggi ti parlo di un tool, Google Calendar, molto conosciuto e usato per programmare la propria agenda, ma approfondendo quegli aspetti riguardanti modalità molte volte trascurate ma molto efficaci.

 

Come succede spesso la maggioranza degli utenti si ferma a un utilizzo generico senza approfondire tutte le funzioni presenti, perdendo l’occasione di applicare quelle che poi fanno la differenza.

Iniziando, sul menù di sinistra trovi l’elenco dei calendari che visualizzi e semplicemente con un flag puoi scegliere quali vedere insieme sul tuo display.

 

Se passi sopra a un calendario scelto, nell’angolo a destra, appaiono i soliti tre puntini con i quali puoi aprire la finestra per le opzioni del tuo calendario.

Da questo elenco puoi gestire operazioni molto importanti come:

Condivisione calendario

 

E’ indispensabile in casi come quando la tua collaboratrice deve essere a conoscenza dei tuoi impegni oppure in presenza di un calendario condiviso con tutto il team dove gestire, per esempio, le trasferte dei membri.

Integrazione calendario

 

Altra opzione molto importante è Integrare il calendario, dove si può trovare per esempio l’url del tuo stesso calendario eventualmente da integrare in un’altra applicazione o addirittura il codice se volessi fare un “embedding” per un sito web.

 

Ora passiamo invece alle funzioni raggiungibili dalla scheda di un (nuovo) evento

 

Se vuoi risparmiare tempo nel caso di un evento ricorrente conviene crearlo per tutto il periodo che occorrerà, in questo modo lo trovi sempre sul tuo calendario, e comunque se serve potrai sempre modificare i singoli eventi. Prima o poi capita che quella call settimanale dovrà essere spostata, vero?

Se si tratta di un evento fuori sede conviene impostare anche la località / luogo; qui con un semplice bottone potrai utilizzare l’altra applicazione della famiglia Google, Maps.

Qui sotto trovi un esempio dell’inserimento del luogo.

 

Ma eccoci a una delle funzioni più importanti per me di Google Calendar; la possibilità di assegnare diversi colori agli eventi. Perché può essere utile?

 

E’ semplice, se usi sempre gli stessi colori per gli eventi simili, dopo qualche giorno avrai la visuale degli impegni a colpo d’occhio, e questo ti renderà sia più consapevole che più produttivo nella gestione delle tue giornate. E forse anche più tranquillo.

Per farti qualche esempio concreto, di seguito un elenco di eventi per i quali io uso sempre colori diversi:

  • Call e/o webinar
  • Impegni fuori sede
  • Blocchi fissi di lavoro con focalizzazione

Nel caso di blocchi fissi per esempio puoi inserire i blocchi sulla base della tua organizzazione personalizzata, quindi tenendo conto dei tuoi orari e degli impegni famigliari, ma volendo anche il tuo livello d’energia.

Nelle immagini seguenti puoi vedere la modalità di assegnazione del colore per evento.

 

Su Google Calendar puoi anche qui creare le ricorrenze per tutto l’anno, aggiornando poi i singoli eventi settimanalmente.

Questo metodo ti aiuterà a rendere più produttive le tue giornate, perché quando dovrai fissare una call o un appuntamento fuori sede, eviterai, possibilmente, di inserirlo in un orario quando hai un blocco di lavoro con focus dove necessiti di concentrazione.

Perché? E’ chiaro che dobbiamo essere flessibili e adattarci alle eventualità, ma con questo eviti di avere giornate piene di impegni e con la sensazione di non aver combinato nulla o di aver fatto troppo.

Se fai le tue due ore di focus e poi dopo, per esempio, fai due call  ti sentirai molto più produttivo come se avessi spezzato la tua giornata con queste call.

E’ dimostrato che interrompendo continuamente i momenti di maggior concentrazione, nel momento di ripresa dell’attività di focus non si ha più tempo e testa per lavorare su quella cosa davvero importante, rovinando la gestione delle priorità che ci siamo dati.

Ecco una schermata nel momento in cui crei una ricorrenza.

 

Come detto all’inizio, Google Calendar ti permette di creare diversi calendari e poi decidere quali visualizzare insieme. Quindi potrai averne uno per gli impegni della famiglia, uno per il lavoro, altri condivisi con i clienti, uno magari per il tuo piano editoriale e così via.

Personalizzi come ti trovi più comodo e col tempo metterai a punto la tua agenda integrando quello che ha funzionato e eliminando o spostando ciò che non è stato congeniale per la tua giornata tipo.

 

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Gestione micro attività con Trello

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Come creare e impostare la card

 

Per usare Trello in modo efficace devi avere in testa in modo chiaro due concetti. Ecco quali sono.

Devi avere una bozza per il flusso di lavoro, cioè capire come strutturare le fasi della tua procedura.

Questa infatti è la base su come strutturare le liste della tua board o bacheca che è la prima cosa da creare su Trello come scritto nel precedente articolo di introduzione. Chiaramente parliamo di una struttura flessibile che con il tempo può essere adattata alla tua realtà.

Spesso conviene creare delle micro attività per favorire la loro elaborazione e quindi non stressare i collaboratori. Ogni compito può essere affrontabile se è diviso in micro attività facilmente gestibili.

Per questo devi capire quali sono questi “mattoncini“ della tua attività che devono percorrere tutte le fasi (o quasi). Il volume dei mattoncini può essere molto variabile, dipende dalla complessità delle attività.

Una volta creata la board, le liste ed infine le varie schede puoi ulteriormente modificare tutte le sue funzioni e impostazioni.

 

Ora guardiamo in dettaglio quali sono:

 

Cliccando sulla singola card si apre un’altra finestra con una serie di impostazioni.

Puoi rinominare la card, cioè eventualmente essere più preciso con il task. Come inserire una descrizione dettagliata, che per esempio può contenere delle informazioni generiche o indicazioni riguardante la sua gestione.

Sulla destra all’interno della card trovi il menu. Se invece non hai aperto la card trascinando sopra la card chiusa apparirà una matita poi il menu veloce.

Esistono vari scorciatoie per avviare le funzioni in modo veloce. Ecco una lista parziale dei principali tasti da usare, mentre trovi la lista completa in inglese sul sito del tool seguendo questo link. 

 

a – aggiungere un membro alla card

SPACE – aggiungere te stessa alla card

c – archiviare

l – labels

d – scadenze

< – muovere la card a sinistra

> – muovere la card a destra

 

Riprendendo le funzioni della card che si trovano sulla destra puoi:

– Aggiungere nuovi membri alla card

Questi avranno il diritto di usare quasi tutte le funzioni della card, tranne quelle pertinenti alle funzioni gestibili solo dall’amministratore.

Dettaglio importante è che un membro deve far parte anche della board, perché non è possibile assegnare i task ai membri non presenti nella board. Per queste situazioni eventualmente si può creare una board separata, copiare solo le card di competenza.

– Aggiungere dei commenti e delle note

Clicca nel campo bianco sotto la scritta “add a comment”. Oltre a scrivere un semplice messaggio puoi anche “taggare” un collaboratore richiedendo per esempio un suo intervento, allegare dei file e delle immagini. Le note inserite da te possono essere modificate e eliminate.

– Inserimento check list

Basta cliccare sul pulsante “add checklist” sul lato desto. Puoi dare un nome specifico alla tua checklist, ma se si tratta di azioni ricorrenti puoi anche importarne una già esistente. Anche dopo l’inserimento puoi modificarla, sia aggiungere che eliminare dei punti.

Torna molto utile nel caso di attività più complesse, quando all’interno della fase di procedura ci sono vari passaggi da eseguire. Puoi creare (e salvare) diverse checklist, volendo, per ogni lista.

Sulla card anche senza aprire viene inserito un piccolo pulsante che ti fa vedere lo stato della tua lista per esempio 0/7

Sulla card anche senza aprire viene inserito un piccolo pulsante che ti fa vedere lo stato della tua lista per esempio 0/7

– Inserimento scadenza

Può essere particolarmente importante inserire la scadenza della card, la quale può essere cambiata e quindi anche reinserita. Per le card in scadenza ti arriverà anche una mail di avviso.

E anche in questo caso trovi un loghetto con l’orologio e la data inserita (colore giallo o rosso quando si avvicina alla scadenza).

– Inserire delle etichette

Puoi dare una categoria alle varie card inserendo dei labels colorati sempre dal menù a destra. Infatti nelle impostazioni della board ti vengono proposti 6 colori a seconda dei livelli di priorità che vuoi avere.

Usare le etichette consiste nell’attribuire diversi livelli di priorità, come ti mostro in questa schermata.

 

E le opzioni delle card non sono finite ancora, la prossima settimana parleremo delle azioni, a partire dagli spostamenti fino all’archiviazione.

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