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Un’assistente personale per tutti

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Nella nostra mente la figura dell’assistente personale la leghiamo esclusivamente alle aziende e ai manager.

In realtà anche questa figura ha avuto grandi cambiamenti negli scorsi anni e sta diventando un servizio, o meglio un’opportunità, per chiunque si trovi in situazione di bisogno di supporto professionale.

Per capire come puoi avere una tua assistente personale devi capire chi è e cosa fa esattamente!

 

Chi è l’assistente personale

L’assistente personale è la persona che da supporto di back office per svolgere le attività professionali e organizzative praticamente per chiunque, a partire dalle persone che lavorano in privato fino a liberi professionisti, PMI, startup o aziende strutturate.

Cosa fa l’assistente personale

Indipendentemente dall’ambiente e dal settore dove svolge la sua attività possono variare anche le attività che segue. Classicamente si tratta di attività relative all’agenda, gestione email e corrispondenza, organizzazione di appuntamenti, riunioni e trasferte. Ma spesso l’assistente personale gestisce anche i fornitori, la selezione del personale, le comunicazioni in generale, ma anche la presenza online dell’organizzazione.

Quali sono le competenze per poter svolgere questo lavoro

Dalla vasta gamma di servizi si percepisce che l’assistente personale è una persona che possiede competenze diverse, conoscenze di applicazioni informative, conoscenze linguistiche, abilità comunicativa, problem solving e soft skill come empatia e intelligenza emotiva.

Quali sono le attività che possono essere svolte da un assistente personale

Sono tutte quelle attività non strategiche ma che sono alla fine imprescindibili perché comunque fanno parte del lavoro di interfaccia con clienti, fornitori, committenti etc. e che non possono essere svolti da chi deve occuparsi del core business.

E quali sono queste mansioni?

  • Comunicazione
  • Amministrazione aziendale
  • Social media
  • Marketing digitale
  • Assistenza personale
  • Promozione aziendale
  • Gestione delle informazioni aziendali

Ma per un esauriente dettaglio di queste singole attività rimando all’articolo che ho scritto recentemente sul mio blog: 60 MODI PER GUADAGNARE TEMPO CON UN ASSISTENTE VIRTUALE

Chi può avere un’assistente personale

Il servizio dell’assistente personale è diventato un servizio accessibile a chiunque come gli chef a domicilio e la consulente d’immagine. Quante volte hai pensato così: “se avessi qualcuno a fianco di me che mi possa dare una mano quando ho bisogno? Se avessi una collaboratrice potrei sviluppare un progetto nuovo molto più velocemente?”

La buona notizia è che oramai questa esigenza può essere soddisfatta in modo molto semplice. L’assistente personale non è più per forza una dipendente, ma esistono vari professioniste che operano dal remoto senza assunzione, assicurando la massima flessibilità. Quindi senza avere un dipendente, come e quando ti serve puoi avere la Tua Assistente Personale Privata!

 

Come si svolge questo lavoro dal remoto

Naturalmente le modalità di svolgimento di tutte queste attività sono diverse da quelle tradizionali di un ufficio fisico. Ma per fortuna l’offerta di applicazioni e software è grande e svariata e per lo più gratuita, dando la possibilità di gestire al meglio ogni necessità di uno smart office. Dai colloqui di lavoro ai contratti di collaborazione, dagli accessi alla condivisione dei documenti, dal project management alla messaggistica istantanea, fino alla traccia delle ore lavorate. Anche in questo caso, per avere un maggiore dettaglio, su quali sono gli strumenti che vanno per la maggiore e che io stessa uso quotidianamente invito a leggere l’articolo dal mio blog : COME FUNZIONA LA COLLABORAZIONE CON UN’ ASSISTENTE VIRTUALE?

 

Quanto costa un assistente personale privato?

La domanda sorge spontanea. Lo capisco. Ma se da un lato si può rimanere spaventati da tutte queste più svariate attività dall’altro lato i vantaggi oggettivi che ci sono nell’avere una collaboratrice virtuale balzano all’occhio immediatamente. In primis il fatto di non dover adempiere ai doveri di una collaborazione fissa e indeterminata. Ma non solo. In questo articolo QUANTO MI COSTA UN’ASSISTENTE VIRTUALE? Spiego il perché questo tipo di collaborazione da più vantaggi di quel che costa.

Gestione del tempo e organizzazione di ufficio

L’assistente personale ti può anche aiutare, o meglio insegnarti, come gestire il tuo ufficio virtuale, e come organizzare meglio le tue caselle email, la tua agenda e in generare gestire meglio il tuo tempo. Ricordati che la gestione del tempo in realtà coincide con la gestione della vita.

La gestione delle priorità quindi diventa fondamentale e aiuta a lavorare mirati sulle attvità strategiche per poter guadagnare tempo e qualità della vita stessa. Ma è un percorso graduale che richiede costanza. Nel mio sito offro alcuni strumenti utili per facilitare l’individuazione delle priorità come la matrice di Eisenhower, di cui puoi leggere in questa mia guida e il tracker per inserire le nuove abitudini.

Se vuoi approfondire la materia non perdere tempo, contattami per poter essere aiutato con una consulenza personalizzata!

 

 

 

 

Krisztina FekecsUn’assistente personale per tutti
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Asana il tool perfetto per i tuoi progetti e per imparare a creare le procedure aziendali

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Lo ammetto…a me piacciono tantissimo le agende ma anche i vari tool che permettono di fare la pianificazione delle mie attività. Non importa se hai un’azienda o sei un libero professionista.

Tutto è diventato molto complesso, non è più un valore avere tutte le informazioni, mentre è indispensabile avere un sistema che ti permette di sintetizzare, pianificare, automatizzare e verificare i risultati.

 

Qualche settimana fa ti ho già parlato di tool di project management e ho pubblicato un articolo con più di 7 tool consigliati da me.

Sulla mia classifica Asana e Trello sono in cima, infatti qui(link) potrai leggere una guida semplice sull’uso di Trello.

Trello è molto semplice ma anche molto versatile, è adatto sia per liberi professionisti che per team, e sicuramente è adattissimo a chiunque si approcci la prima volta a questo mondo di project management.

Asana nonostante il suo layout molto chiaro e pulito, potrà sembrarti più complicato. Secondo me il suo vantaggio più rilevante è che puoi crearti delle procedure, il che è indispensabile per analizzare, eventualmente semplificare, eliminare o delegare delle attività.

Sicuramente dovrai investire del tuo tempo per creare le tue procedure, una volta fatte, ti porterà un enorme vantaggio!

Guardiamo cosa puoi ottenere con Asana dal punto di vista della Produttività:

 

  • Analisi delle tue attività
  • Numero ridotto di email
  • Maggiore consapevolezza sulla gestione del tempo
  • Possibilità di semplificare o eliminare delle attività
  • Avere un briefing già pronto per un eventuale collaboratore
  • Essere pronti alla delega efficace
  • Consapevolezza sui progetti su cui focalizzarsi

Inutile aggiungere che così avrai più tempo per il tuo business, per la tua famiglia, per le tue passioni e solo per questo potrai far crescere la tua attività!

 

Qualche informazione pratica:

 

  • Tool multiutente
  • GRATUITO fino a 30 utenti
  • Potrai usarlo da vari dispositivi
  • Si integra con Google Chrome, Slack, Toggl e Zapier (e con tanti altri)

Struttura:

 

  • Organizzazione
  • Team
  • Progetto
  • Task

L’organizzazione, quindi l’azienda, può avere all’interno diversi team, come può gestire diversi progetti, e i suoi membri potranno lavorare su diversi task.

E’ possibile lavorare con lo stesso account per un’organizzazione come per un progetto esterno.

I membri del team potranno avere impostazioni diversificate, seguendo il livello di responsabilità.

Dashboard:

 

Sulla tua dashboard hai sotto controllo la situazione a colpo d’occhio. Hai la possibilità di visualizzare tutte le conversazioni, il calendario ma chiaramente anche la lista delle tue attività.

asana-dashboard

Task:

 

Per pianificare bene un progetto, devi spezzettarlo, assegnare le varie micro attività e scadenze. Praticamente all’interno di un progetto puoi creare la procedura. Per le attività ricorrenti è indispensabile, perché solo così potrai snellire i tuoi processi. Ma sarà molto utile anche per la creazione di un piano operativo del tuo team.

  • All’interno di ogni task hai diverse opzioni.
  • Subtask in cui suddividere le attività
  • Il membro a cui è stato assegnato il task
  • La scadenza del task
  • Pulsante Toggl per monitorare il tempo impiegato
  • Possibilità di allegare dei file da Dropbox, Google Drive o dal tuo PC
  • Inviare dei messaggi
  • Tag per assegnare delle etichette

Qualche idea per cui utilizzare Asana:

  • CRM
  • Selezione del personale
  • Piano editoriale
  • Preparazione di agenda per meeting
  • Creazione Piano Strategico e Piano Operativo
  • Organizzazione eventi
  • Lancio prodotto

L’utilizzo di Asana è molto intuitivo, se ti serve un manuale step by step consulta il sito come segue: https://asana.com/guide

 

Delega le attività in cui la tua creatività personale non è indispensabile e ottieni risultati già dopo il primo mese.

Vai al TEST per capire quante ore e, prima di tutto, quanti soldi potresti guadagnare delegando delle attività.

 

 

 

 

 

 

Krisztina FekecsAsana il tool perfetto per i tuoi progetti e per imparare a creare le procedure aziendali
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7 + 1 tools di project management per freelancer

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Mio progetto, progetto personale, progetto in collaborazione…quante volte al giorno sentiamo di parlare di progetti?

No, non solo in azienda ma ovunque! Perché ormai tutti abbiamo dei progetti…e ce ne sono fin troppi. Progetti che spesso finiscono nel dimenticatoio o non completati, per mancanza di tempo e di buona organizzazione.

Quindi parlare di project management ha senso anche per noi piccoli indipendenti, per freelancer e startupper.

Ma come è strutturato di solito un progetto?

Di qualsiasi progetto si tratti le fasi comunque sono sempre le stesse:

  • Avvio del progetto
  • Pianificazione
  • Esecuzione
  • Monitoraggio e controllo
  • Chiusura del progetto

 

La fase decisiva dal punto di vista gestionale rimane il monitoraggio:

  • Gestione dei costi e tempi
  • Gestione della qualità
  • Gestione dei rischi
  • Gestione dell’approvazione
  • Gestione dei cambiamenti

 

Questo è il punto critico della gestione, perché ci vuole costanza e metodo.

Per favorire questa fase potrebbe essere molto utile usare un tool per la gestione del progetto!

Tra i numerosi vantaggi di un tool i più importanti sono:

  • Migliora la pianificazione
  • Favorisce la collaborazione virtuale
  • Aiuta a mantenere la comunicazione costante nei team liquidi/virtuali
  • Rintraccia i risultati
  • Monitora i rischi e cambiamenti
  • Da costanza e visibilità

 

Vediamo alcuni tool spesso semplici e gratuiti, ma che possono portare grandi benefici all’interno dei piccoli gruppi di lavoro.

 

Trello

Trello è formato da board, liste e di cards. Molto semplice e intuitivo, puoi spostare con drag and drop le cards tra le liste e vedere gli stati di avanzamento delle attività . Puoi usarlo da solo oppure assegnare dei task ai collaboratori.

All’interno delle cards trovi tutto ciò che ti serve:  puoi postare commenti per una risposta immediata, fai upload di file dal tuo computer, da Google Drive, da Dropbox, da Box e da OneDrive.

Puoi aggiungere checklist, etichette, scadenze, e altro ancora; le notifiche faranno in modo che tu non ti perda niente.

www.trello.com

Se vuoi approfondire di più su Trello leggi la mia guida.

 

Asana

Uno dei software più usati per gestione dei progetti, interfaccia semplice e intuitiva, efficace per la sua elasticità e la possibilità di gestire, dai progetti personali più piccoli fino a progetti complessi.

Puoi creare le tue procedure e se arriva il momento giusto delegare in modo semplicissimo, basta assegnare i vari task al nuovo collaboratore, senza nemmeno doverlo istruire.

www.asana.com

 

Brown Boot Works

Sfrutta le potenzialità di Google Cloud, e gestisce insieme non solo task e progetti, ma anche le vendite, il funnel e la situazione finanziaria.

Puoi usarlo anche per migliorare la produttività personale, creare task e lead direttamente da gmail, e usare le integrazioni con Google Calendar, Google sheet o Google docs.

https://brownbootsoft.com/over-eng/

 

Futuramo

E’ un set di strumenti di produttività. Ha dei moduli per la collaborazione, per la comunicazione, per gestire il progetto, ma anche per controllare, rintracciare i tempi e fare analisi.

https://futuramo.com/

 

Wethod

E’ particolarmente adatto ai gruppi che si occupano di servizi, e quindi devono organizzare tempo e risorse in modo semplice.

Tra Pipeline, Planning, Timesheet e Project status avrai tutto sotto controllo.

http://www.wethod.com/

tool project management

OpenProject

E’ un tool molto adatto alle startup, con reportistica dinamica e gestione di utenti/gruppi/ruoli per calibrare i criteri di accesso a seconda delle mansioni di ciascun partecipante; utile per gestire i flussi di lavoro personalizzabili, gestione dei meeting, forum e notizie.

https://www.openproject.org/

 

Process Street

Process Street è il modo migliore per gestire le attività continue come il processo di selezione di candidati per un posto di lavoro, una checklist per fare una valutazione di prodotti o siti web, un’attività di marketing che replichi per ogni cliente.

E’adatto a qualsiasi tipo di business, a partire dalle Risorse umane, fino a blogger e freelancer.

Può semplificare i flussi di lavoro, per esempio per il brief di un nuovo cliente, per la selezione dei candidati, o per i task giornaliere o settimanali.

https://www.process.st/

 

Teamweek

E’ un project planner semplice con il quale puoi pianificare, modificare con drag and drop in modo molto veloce, impostare i periodi di ferie e condividere il tuo calendario con un semplice link.

https://teamweek.com/

Se volessi approfondire qualche dettaglio puoi contattarmi per una consulenza personalizzata.

 

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3 libri 3 pensieri

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Anche se sei un bravo e attento lettore difficile che tu riesca a ricordarti di tutti i dettagli di un libro. Ma se si tratta di una storia insolita sicuramente ti rimarrà nella mente per sempre. E questi dettagli spesso sono quelli che poi ti fanno scattare cambiamenti importanti nella tua vita.

 

Penso che come la lettura anche i riassunti hanno questo problema, non ti rimane nulla se non riesci a legare a qualcosa di incredibile se non scioccante.

Questo è il motivo per cui, oggi, ho selezionato 3 libri tra i miei preferiti sui temi gestione del tempo e produttività, e ho scelto un pezzetto da ognuno dei testi che per me vale la pena memorizzare per sempre!

 

PRODUTTIVITÀ 300% DI MAX FORMISANO

 

Secondo Formisano la forza di volontà è fondamentale per le gestione del tempo e per la propria produttività. E’ una fra le risorse più importanti, ma è limitata. Per questo devi imparare a proteggerla e ricaricarla.

“Prendo come esempio una ricerca molto famosa sulla forza di volontà di Walter Mischel, professore universitario. Il professore ha fatto una prova con centinaia di bambini della scuola materna.

Un soggetto offriva loro, chiusi in una stanza e ripresi a loro insaputa, uno dei marshmallow (dolci gustosissimi), dicendogli che poteva mangiarlo subito o aspettare qualche minuto senza mangiarlo. In quest’ultimo caso, ne avrebbe avuto uno in più e avrebbe potuto mangiarli entrambi. Solo 3 su 10 riuscivano a trattenersi!

La maggioranza dei bambini non sapeva rinunciare a un piacere immediato per ottenere un piacere più grande in futuro, nonostante fosse un futuro distante pochi minuti.

Dopo una quindicina di anni, è ripartita l’osservazione dei ragazzi coinvolti. Risultato: quelli che avevano ceduto subito avevano avuto poi problemi di autostima o di disagio.…insomma il non saper dire di no o attendere qualcosa li aveva fortemente penalizzati.”

Per concludere , sul lungo periodo il saper dire di no, anche a se stessi, sembra essere più importante di fattori come il quoziente intellettivo o la classe sociale di appartenenza.

UNA COSA SOLA DI GARY KELLER E JAY PAPASAN

 

Keller dimostra i dati di una serie di articoli pubblicati sul New York Times per farci capire che il Multitsaking è causa di vari tipi di disgrazie.

“Nel 2009 il reporter Matt Richtel ricevette il premio Pulitzer per la cronaca interna con una serie di articoli sui pericoli di essere alla guida e usare il cellulare per parlare o mandare messaggi. Scoprì che una guida distratta è la causa del 16% di tutte le vittime di incidenti stradali e di quasi mezzo milione di feriti ogni anno.

Persino un’ innocua conversazione telefonica mentre si è alla guida richiede il 40% della nostra attenzione e, sorprendentemente , può avere lo stesso effetto che essere ubriachi. La prova è così incofutabile che è stato vietato l’uso di cellulari durante la guida.

Ci aspettiamo che piloti e chirurghi siano completamente concentrati sul loro lavoro fino a escludere qualunque altra cosa. Non accettiamo scuse e non tolleriamo nient’altro se non la concentrazione assoluta da parte di questi professionisti.”

Perché tolleriamo o pretendiamo addirittura il multitasking se stiamo svolgendo il nostro lavoro più importante?

 

BATTI IL TEMPO DI FLAVIO CABRINI E UGO RAVAIOLI

 

Cabrini e Ravaioli raccontano una storia di Covey davvero interessante.

“Un giorno nel corso di un seminario Covey ad un tratto fece una pausa e tirò fuori un barattolo di vetri e una pila di ciottoli. Okay – disse – è il momento di sottoporvi un quiz. Svitò il coperchio del barattolo e domandò all’uditorio: Quanti di questi ciottoli pensate possano essere contenuti qua dentro? Ottenute le più disparate risposte, Covey infilò nel barattolo uno dopo l’altro tutti i ciottoli che si era portato. Arrivarono fino all’orlo.

Trovate che sia pieno? Chiese alla platea. Tutti gli risposero di sì. Covey scosse il capo, estrasse un pugno di ghiaia e lasciò scivolare i sassolini negli interstizi. E ora è pieno? Chiese di nuovo. Forse no, azzardò qualcuno. Covey annuì e stavolta fece comparire un sacchetto di sabbia che andò a riempire gli spazi lasciati vuoti da ciottoli e ghiaia.

Ora è pieno? Tornò a domandare.Il silenzio fu rotto da un “No” isolato e poco convinto. Esatto confermò Covey: da sotto il tavolo prese una piccola caraffa e versò l’acqua che conteneva nel barattolo, riavvitò il coperchio e rivolto agli astanti disse: Secondo voi, cosa ho voluto dimostrare? Che per quanto sia piena la tua agenda – intervenne uno dei presenti, c’è sempre un modo di infilarci qualcosa in più.

Niente affatto – replicò Covey – non è questo il punto. Il punto è che se non metti prima le pietre più grandi, poi nel barattolo non riuscirai più a farcele stare.”

I ciottoli, le “big rocks”, nell’esperimento di Covey rappresentavano le cose più importanti e il senso della sua dimostrazione era che se non si dà la precedenza alle cose che più contano non si troverà mai il tempo perché ci se ne possa occupare.

E tu hai pensato quali sono, nella tua vita e nel lavoro, le tue “big rocks”?

 

Delega le attività in cui la tua creatività personale non è indispensabile e ottieni risultati già dopo il primo mese.

Vai al TEST per capire quante ore e, prima di tutto, quanti soldi potresti guadagnare delegando delle attività.

 

 

Krisztina Fekecs3 libri 3 pensieri
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Gestione del tempo, un percorso da imparare

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La nostra vita è diventata troppo complessa; la gestione del nostro tempo sta diventando una necessità fondamentale per tutti. Indipendentemente se siamo lavoratori dipendenti, imprenditori, liberi professionisti o startupper.

 

Il tempo, l’unica risorsa uguale per tutti. Il tempo è quello, nessuno può averne di più.

Al contrario della gestione finanziaria, la gestione efficace del tempo non porterà risultati quantitativi. Ma potrà portare risultati qualitativi.

Come dice Michael Altshuler:

La cattiva notizia è che il tempo vola, la buona notizia è che sei tu il pilota.

Per avere del tempo di qualità innanzitutto devi capire cosa porta per te la qualità. Quali sono le attività che ti portano più profitto, quali sono le attività che ti portano soddisfazione. Devi dimenticarti delle urgenze, mentre devi concentrarti sulle cose importanti per te.

Per costruire la tua vita equilibrata e armoniosa ci vorrà del tempo, ma si tratta di un investimento fatto per il tuo work – life balance.

Per l’introduzione di ogni nuova abitudine ci vogliono circa 3 settimane, per questo capisci perché ci vorrà del tempo e perché ci sono tanti che non ce la fanno. Mantenere la concentrazione su un obiettivo è difficile, l’unica cosa che può renderlo più facile è il desiderio.

Il desiderio di realizzare il tuo sogno è l’unico motore che ti darà la spinta per andare avanti.

Ma come si fa a “creare” quel Tuo “Big Why”?

 

Devi scavare dentro di te, nel tuo passato, tra i sogni scordati e tirare fuori quell’unica cosa che diventerà la tua missione di vita.

La tua missione, d’altronde, è fatta di priorità relative a uno stile di vita. Il tuo stile di vita comprenderà tanti dettagli relativi alla sfera di lavoro, alla famiglia e agli affetti, alla salute e alla spiritualità, al tempo libero.

Senza aver capito bene il tuo Big Why e le tue priorità non potrai mai strutturare una buona gestione del tempo.

Se hai deciso di seguire questo percorso e imparare finalmente la gestione del TUO tempo, dovrai procedere gradualmente.

 

Inizia a capire bene come evidenziare le tue priorità, analizzando tutte le tue attività. La cosa migliore è usare la matrice di Eisenhower, di cui puoi leggere in questa mia guida 

Ti regalo anche due tool importanti, il tracker per aiutarti a inserire le nuove abitudini e la matrice per creare la tua scatola di priorità.

Se volessi approfondire qualche dettaglio puoi contattarmi per una consulenza personalizzata.

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17 libri che miglioreranno la vostra produttività

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Un libro può aiutare in qualsiasi aspetto della vita e può quindi anche darvi consigli per una maggiore produttività mettendo in pratica i dettami letti.

Quanto vi sottopongo di seguito cerca di darvi buone letture sull’argomento di una più efficiente produttività per invogliarvi a migliorare in questo aspetto della vostra vita lavorativa e non.

 

  1. Riconquista il tuo tempo di Andrea Giuliodori

Andrea Giuliodori, creatore di efficacemente.com, punto di riferimento per chi si interessa di crescita personale, ci descrive come riappropriarsi del proprio tempo (e quindi della nostra vita) partendo da un giornata immaginaria e dalla pratiche e abitudini da mettere in atto ora per ora, ridefinendo così la nostra strategia quotidiana nell’affrontare quel che desideriamo davvero per realizzarci in ogni aspetto della nostra esistenza. Il riappropiarci del nostro bene più prezioso, il tempo, significa fare meno ma farlo meglio, sapendo focalizzarsi sulle effettive priorità, così da riconquistare quegli spazi di vuoto dover poterci rigenerare.

  1. Manage Your Day-to-Day: Build Your Routine, Find Your Focus, and Sharpen Your Creative Mind (Serie  99U) , ovvero come gestire le attività quotidiane

Il libro ci dice come dire basta al troppo lavoro e iniziare a fare il lavoro migliore. Se si è troppo indaffarati, distratti e sopraffatti dal troppo lavoro, se si lavora ininterrottamente tutto il giorno, per  poi renderci conto che non si è portato a termine le cose più importanti quando si lascia l’ufficio allora bisogna rendersi conto che Il mondo è cambiato e anche il modo di lavorare deve cambiare. Con spunti di saggezza che traggono ispirazione da 20 esempi di menti creative, Manage Your Day-to-Day da alcuni strumenti per affrontare le nuove sfide di un lavoro continuo, h24.

Con il contributo di: Dan Ariely, Leo Babauta, Scott Belsky, Lori Deschene, Aaron Dignan, Erin Rooney Doland, Seth Godin,Todd Henry, Christian Jarrett, Scott McDowell, Mark McGuinness, Cal Newport, Steven Pressfield, Gretchen Rubin, Stefan Sagmeister, Elizabeth G. Saunders, Tony Schwartz, Tiffany Shlain, Linda Stone e James Victore. In più, una prefazione scritta dal fondatore e CEO di Behance, Scott Belsky.

  1. Detto, fatto: l’arte di fare bene le cose di David Allen

Il classico di David Allen una delle pietre miliari del business e della produttività personale. A differenza di altri libri di business con solo un elenco di consigli e di altri concetti, Allen scrive di un sistema completo per la produttività. In termini di mentalità, Detto, Fatto dimostra che si può avere la prospettiva e il controllo sulla lista delle cose da fare, che aumenta sempre di più. Il testo mostra come crearsi l’opportunità di raggiungere una produttività senza stress. Consiglio più frequente? Fare una revisione settimanale dopo aver letto Detto, fatto.

  1. La dittatura delle abitudini di Charles Duhigg

In La dittatura delle abitudini, il Premio Pulitzer Charles Duhigg offre la conoscenza di scoperte scientifiche che spiegano perché esistono le abitudini e come possono essere modificate. Fornendo moltissime informazioni attraverso aneddoti avvincenti Duhigg ci fa comprendere la natura umana e le sue potenzialità. La dittatura delle abitudini si basa su un tema decisivo: per praticare attività fisica regolarmente, perdere peso, essere più produttivi e raggiungere i propri obiettivi si deve soprattutto capire il funzionamento delle abitudini. I libro è incentrato sul modo in cui le persone, le aziende e le organizzazioni possano sviluppare abitudini positive in grado di migliorare il livello di produttività e di felicità.

  1. The miracle morning di Hal Elrod

L’inizio  della giornata ha un impatto decisivo sulla vostra produttività. C’è molta letteratura sulla routine mattutina delle persone di successo. Leggendo il libro e rispettando le idee descritte, si può reinventare il proprio tempo attraverso il fitness, la lettura e altre attività personali. Riguardo alla mentalità questo libro mostra come aumentare produttività e risultati attraverso una routine mattutina. Iniziando a svegliarsi presto per poi, appunto, costruire una routine mattutina fatta di più fattori (ad esempio, leggere anche per pochi minuti un giornale o un libro, scrivere il diario personale per 10 minuti e fare 10 minuti di esercizio fisico) in modo da essere pronti per il proseguio della giornata.

  1. Le sette regole per avere successo di Steven Covey

Il testo è oramai sotto l’attenzione del pubblico da oltre 25 anni. Ha attirato milioni di persone di ogni età e lavoro e tipo di vita.Le sette regole per avere successo è stato innovativo a suo tempo, una volta uscito nel 1990, e continua a essere un best-seller in ambito aziendale con oltre 10 milioni di copie vendute. Stephen Covey, esperto massimo di leadership, scrive che il vero successo nasce da un equilibrio tra efficacia personale e professionale e ci offre un manuale su come vivere queste due aree della nostra vita al meglio. I suoi aneddoti sono spesso tratti da situazioni familiari così come da sfide aziendali. Covey pone un “cambio di paradigma”, ovvero un cambiamento nella percezione e nell’interpretazione di come funziona il mondo. Covey sfida il lettore attraverso il modo di percepire e di agire correlato all’ambito della produttività, della gestione del tempo, del pensiero positivo, dello sviluppo dei cosiddetti “muscoli proattivi” (che agiscono per iniziativa invece che per reattività) e altro ancora.

  1. Padre ricco, padre povero di Robert Kiyosaki

Avere il controllo del proprio denaro è un aspetto altrettanto centrale della produttività. Con maggiori risorse finanziarie si possono delegare compiti (ad esempio utilizzare servizi di pulizia o assumere un assistente virtuale). Kiyosaki considera un’attività come qualcosa che genera soldi – ciò significa che i vostri beni personali non sono attività! Molti di noi considerano la propria casa come un bene. In definitiva le nostre case di solito risucchiano contanti! Il libro pone l’accento sull’importanza di costruire nuovi beni che producano reddito (ad esempio, azioni che paghino i dividendi, la proprietà di imprese, royalties, ecc). Consiglio preferito: cercare un lavoro che dia opportunità di apprendimento e crescita, più di un lavoro comodo – è un ottimo modo per incrementare la propria capacità produttiva.

  1. La guerra nel team: Racconto sulle 5 disfunzioni del lavoro di squadra di Patrick Lencioni

In questo libro, Patrick Lencioni ci scrive una favola dedicata ai temi della  leadership dove pone la sua attenzione e la sua narrativa sul mondo dei gruppi di lavoro. Kathryn Petersen, CEO di Decision Tech, si trova costretta ad affrontare una crisi di leadership: unificare un gruppo di lavoro tanto diviso da mettere a rischio l’intera azienda. Il racconto di Lencioni è ci ricorda come la leadership necessiti di coraggio e di competenza e mette in luce le cinque problematiche per cui anche i migliori team spesso sono conflittuali. Descrive un modello e delle note pratiche per saltare gli ostacoli e per formare un team di lavoro unito ed efficiente. Si tratta di un’avvincente favola in grado di trasmettere un messaggio chiaro e forte a chi  lavora per diventare team leader, veramente.

  1. The e-myth revisited di Michael E. Gerber

Il testo funziona come risorsa fondamentale per far crescere le  proprie capacità e avere il controllo del proprio tempo. L’avviamento di un’attività può avvenire perché si è stanchi di lavorare per qualcun altro. O si è interessati ad approfondire il proprio talento o la propria passione – cucinare, scrivere o suonare. Il libro di Gerber giudica determinante creare sistemi e procedure perché il business possa crescere – altrimenti l’azienda non potrà mai andare oltre la produttività già raggiunta. Suggerimento preferito: scrivere procedure operative standardizzate in ogni ambito del proprio lavoro in modo che l’azienda possa funzionare, con o senza te presente.

  1. Non si può lavorare così! Vincere lo stress per produrre e vivere meglio di Tony Schwartz

Attraverso l’integrazione di conoscenze multidisciplinari per il raggiungimento di prestazioni più efficienti, Tony Schwartz sottolinea lo scarso interesse che viene dato ai quattro fondamentali bisogni dell’uomo che possono far raggiungere ottimi risultati: sostenibilità (fisica), sicurezza (emotiva), espressività (mentale) e significatività (spirituale). Invece di lavorare come automi eccessivamente per lungo tempo, si dovrebbe dare il massimo impegno quando riusciamo alternativamente a dosare le nostre energie tra questi quattro bisogni essenziali. Questo libro offre un sistema di strategie, pratiche e efficaci, per la gestione delle crescenti richieste di un mondo sempre più complesso.

  1. Checklist: come fare andare meglio le cose di Atul Gawande

Fare errori è tipico ma frustrante. Per evitare gli errori si dice sempre di aumentare istruzione e formazione. Ma il testo ci dimostra che ci sono altre opzioni. La lezione di mentalità è che una banale lista di controllo può migliorare enormemente le prestazioni. Gawande cita esempi in cui i piloti commerciali utilizzano sempre liste di controllo in modo che i voli vengano gestiti in maniera sicura. Molti medici impostano checklist per scampare da errori in campo sanitario. Il consiglio preferito naturalmente è quello di imparare a fare una checklist per migliorare la produttività.

  1. Essentialism: The Disciplined Pursuit of Less di Greg McKeown

Dove dedicare maggiormente il proprio tempo e attenzione, entrambi limitati, è una scelta decisiva per la propria produttività. La lezione che traiamo da “Essentialism” è quella di poter dire no alle richieste, alle persone e alle attività che non sono essenziali. È una facoltà difficile da adoprare, soprattutto se si è sempre stati abituati a compiacere le persone per vantaggio personale o per organigramma. Il libro offre illustrazioni tratte dall’esperienza di vita di McKeown.

  1. Produttività 300% di Max Formisano

Finalmente un libro italiano, uno dei miei preferiti, per la sua semplicità e perché può essere considerato il riassunto dei libri sopraelencati. Max, Il coach dei coach ti insegna il sistema che punta a semplificare la propria vita. “Identifica l’essenziale e invalida il resto” Produttività 300%” è un sistema che trasforma letteralmente il modo di concepire il tempo, le azioni quotidiane e la stessa vita, senza sacrificare se stessi, le vere priorità e il tempo libero.

  1. Una cosa sola di Gary Keller e Jay Papasan

In questo libro, come dice il titolo, la filosofia dell’unica cosa da fare viene spiegata a chi ha bisogno di ottimizzare e semplificare la propria organizzazione nel gestire il tempo, lavoro e non. Il focalizzarsi sulla cosa più importante o su quella che in un certo dato momento si ritiene indispensabile, a fronte di altre attività inutili o meno cruciali, per gli autori è la chiave del successo in ambito professionale e personale. Puntando sulla consapevolezza di se stessi e delle proprie esigenze personali.
Pagina per pagina viene smitizzato il credo dello “straordinario ad ogni costo” e del sovraccaricarsi di impegni per divulgare la dottrina del concentrarsi su “una cosa sola”. Il libro infatti inizia così. Con un proverbio russo: ”Se dai la caccia a due conigli, non ne prenderai nemmeno uno”.

  1. Batti il tempo di Flavio Cabrini e Ugo Ravaioli

Lo spreco del tempo, quale “padrone” del nostro tempo. Questo è quanto il testo ci mette di fronte. Quel 66% del tempo “sprecato” in attività marginali, fuori dalla nostra attività “fulcro”, è ingigantito dal tempo perso. L’essere consapevoli e padroni del proprio tempo fa la differenza e agevola a organizzare e coordinare anche i manager o chi deve gestire anche il tempo degli altri o dei propri collaboratori. Il libro è scritto in una buona sintesi di metodi e tecniche che vanno dal time management al problem solving mostrando come la delega, “questa sconosciuta”, risulti fondamentale nel migliorare la propria gestione del tempo.

  1. Quattro ore alla settimana di Tim Ferriss

Edito dal 2007, è servito da ispirazione a moltissime persone. Sotto l’aspetto della mentalità, questo libro dimostra che la gestione del tempo è spesso più preziosa del denaro in sé e per sé. Ci sono alcune sfide che Ferriss pone ai lettori. Come quella di stendersi per terra in un qualsiasi luogo per 10 secondi per dimostrare che c’è un limitato rischio reale nel contestare una norma stabilita. Il testo mira più a sottoporre delle soluzioni che invece a raccogliere opinioni presentando conversazioni e vita quotidiana.

  1. Tools of titans di Tim Ferriss

Qualcuno potrà argomentare se sia corretto includere questo testo tra quelli dedicati alla produttività ma pur essendo discutibile è comunque un vulcano di pensieri e consigli di persone diverse tra di loro, che credo possa interessare ad altrettante persone diverse per ragioni diverse. Uno dei Guru del miglioramento personale e del “lifestyle design” come Tim Ferriss ha raccolto centinaia di interviste fatte a persone di successo da cui si possono prendere spunti o consigli su come essere sano, ricco e saggio. Questi sono in effetti le tre parti in cui è diviso il libro, Healthy-Wealthy-Wise. L’autore di 4 ore alla settimana (The 4-Hour Workweek) ha raccolto, in giro per il mondo, centinaia di testimonianze di personalità sulle loro abitudini e sui loro strumenti utili per dare suggerimenti e trucchi, come lui stesso scrive, per raddoppiare guadagno, flessibilità e felicità.

E tu quali libri consiglieresti? Aspetto i tuoi commenti, intanto buona lettura!

 

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60 modi per guadagnare tempo con un Assistente Virtuale

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Se impresari e imprenditori esternalizzano sempre di più le attività agli Assistenti Virtuali, lo fanno per una serie di motivi. La stragrande maggioranza però, esternalizza puramente per risparmiare tempo che altrimenti avrebbe bisogno di spendere in compiti di più basso profilo, ma oltremodo necessari.

Come è ben noto se segui il nostro blog di Kryva, l’invito è quello di creare già un elenco di attività da esternalizzare in anticipo rispetto all’assunzione di un VA, al fine di aiutare a trovare l’assistente giusto e ottenere la propria partnership di outsourcing per un inizio senza grossi problemi e con buoni risultati.

Anche se può sembrare banale, come si può immaginare, la stesura di una tale lista può essere più dura di quanto possa apparire senza averci pensato prima almeno una volta.

 

Nel caso in cui tu faccia fatica a dare la priorità a una delle tue attività aziendali e a delegarla a un Assistente Virtuale, abbiamo creato un elenco di 60 attività dispendiose in termini di tempo che possono realisticamente essere esternalizzate.

 

Se hai avuto difficoltà a pensare alle attività che un nuovo VA può affrontare per te, inizia subito a risparmiare ore usando questo post come lista di controllo. Puoi usare questa lista per dare il via ai tuoi risparmi di tempo!

Scansionalo e quando vedi un’attività che fa parte di quelle della tua azienda, copia e incolla nel tuo elenco.

Quindi puoi consultare di nuovo la tua nuova lista e classificare le attività, con quelle che ti piacerebbe maggiormente esternalizzare in alto. Et voilà! Hai il tuo elenco di attività da delegare all’Assistente Virtuale.

 

60 compiti da esternalizzare per risparmiare tempo:

 

Attività di comunicazione

 

In un primo momento può essere difficile delegare la comunicazione con i clienti della tua azienda, soprattutto se la tua strategia aziendale comporta la creazione di un’esperienza personalizzata per loro. Tuttavia, la comunicazione è una delle attività di business più dispendiose in termini di tempo, in particolare quando viene effettuata tramite e-mail.

Se sei preoccupato di delegare uno dei primi otto compiti del nostro elenco qui sotto a un Assistente Virtuale, considera questo: man mano che la tua azienda cresce, diventerà impossibile per te condurre personalmente tutte le tue comunicazioni.

Quindi, perché non liberare un po ‘di tempo in questo momento e abituarsi a lasciare che qualcun altro comunichi per conto della tua attività?

  1. Filtraggio della tua casella di posta elettronica e cancellazione di spam / posta indesiderata.
  2. Fornire assistenza clienti via e-mail (rispondendo alle richieste di aiuto e ai ticket di supporto).
  3. Controllo e risposta alla casella vocale.
  4. Scrivere, modificare e inviare e-mail di follow-up a clienti.
  5. Lettura di prove e modifica dei messaggi di posta elettronica in uscita.
  6. Effettuare chiamate in uscita (tramite Skype o telefonia IP).
  7. Fornire supporto live chat per i tuoi clienti online.
  8. Invio di biglietti di auguri, note di ringraziamento e inviti.

 

Attività di amministrazione aziendale

 

Quando gestisci una piccola azienda o una startup, è pesante affrontare quotidianamente tutte le attività amministrative necessarie, come la creazione di moduli e modelli, la ricerca di lead e la gestione degli account.

Se la tua azienda ha successo, arriverà un punto in cui ti accorgi che ti trovi di fronte a un compromesso costante tra attività che supportano direttamente la crescita e il miglioramento continuo e quelle fastidiose ma necessarie attività di amministrazione.

Affrontando compiti come i punti dal 9 al 20 qui sotto, il tuo Assistente Virtuale può risparmiarti la frustrazione di essere diviso tra attività strategiche e amministrative.

 

  1. Trascrizione di file audio e / o video.
  2. Preparazione di ordini del giorno per riunioni online o chiamate in teleconferenza.
  3. Preparazione e creazione di rapporti.
  4. Creazione di moduli da utilizzare nella tua azienda.
  5. Creazione di modelli di documento.
  6. Lead generation.
  7. Filtraggio dati / miglioramento / gestione.
  8. Compiti di receptionist.
  9. Contabilità.
  10. Fatturazione del cliente.
  11. Preparazione e creazione di materiali di formazione per il personale dell’ ufficio in loco o di quello virtuale.
  12. Doveri del libro paga (come le spese di registrazione o gli orari di lavoro).

 

Attività sui social media

 

I social media possono rappresentare un enorme vantaggio per gli sforzi di marketing e di coinvolgimento dei clienti, ma se non hai il tempo di gestire correttamente i social media, tutta questa attività può presto iniziare a scontrarsi contro il tuo lavoro.

Se invece assumi un Assistente Virtuale con esperienza di gestione dei social media, potrai far gestire le prossime dieci attività del nostro elenco e tenerti in contatto con il “brusio” dei social media che la tua attività sta generando.

  1. Creare account di social media.
  2. Pubblicazione degli aggiornamenti di stato su Facebook.
  3. Creazione di gruppi o pagine fan su Facebook.
  4. Gestione e generazione dei follower su Twitter.
  5. Pianificazione e pubblicazione di tweet, tracciamento di hashtag e menzioni.
  6. Gestione delle attività su Pinterest o Instagram (creazione, identificazione e blocco delle immagini).
  7. Caricamento di video su YouTube.
  8. Creazione di playlist di YouTube.
  9. Moderare e rispondere ai commenti sui siti di social media.
  10. Risposta a messaggi e query sui canali dei social media.

 

Attività di marketing digitale

 

Non c’è dubbio che il marketing digitale espanda notevolmente la portata della tua piccola azienda, ma richieda anche molto tempo.

Delegare i seguenti dieci punti puoi metterti in grado di dedicare più tempo a lavorare sulla strategia di marketing digitale, mentre l’Assistente Virtuale si prenderà cura di tutto.

  1. Gestire il tuo blog aziendale.
  2. Moderazione dei commenti sul tuo blog.
  3. Aggiunta di immagini e tag ai post del blog.
  4. Creazione di liste di contatti di email marketing.
  5. Mantenere aggiornati gli elenchi di posta elettronica (aggiungere nuovi abbonati e rimuovere i non abbonati).
  6. Creazione e programmazione di e-mail di marketing.
  7. Produzione e invio di newsletter via email.
  8. Scrivere post di blog o articoli per il tuo sito web aziendale (ma assicurati che il tuo VA abbia le competenze necessarie per la creazione di contenuti concernenti il tuo ambito lavorativo o di interesse e prova tu stesso a scrivere alcuni dei tuoi post e articoli occasionalmente).
  9. Produzione di altro materiale di marketing di contenuto (ad esempio infografiche, white paper).
  10. Condurre ricerche su parole chiave.

 

Compiti di assistenza personale

 

Un altro ottimo modo per risparmiare tempo è lasciare che un Assistente Virtuale organizzi le tue attività personali per te.

I compiti dal 41 al 45 sono solo alcuni dei modi in cui un VA può aiutarti ad organizzare la tua vita da lontano – e ad un prezzo accessibile.

  1. Gestire il calendario e il diario aziendale.
  2. Pianificazione e gestione degli appuntamenti.
  3. Fare piani e accordi per il tuo viaggio d’affari.
  4. Fungere da acquirente online personale (ad esempio, acquistare e inviare regali a tuo nome, trovandoti i prezzi migliori nei negozi online).
  5. Modificare e correggere tutti i documenti che scrivi per la pubblicazione digitale o stampata.

 

Eventi di promozione aziendale

 

Ci sono anche le attività in cui puoi promuovere l’azienda per incentivare e fidelizzare i clienti già presenti o per conquistarne di nuovi. Si va dalle convention/forum alle cene di gala, dagli open day ai corporate meeting, dagli eventi culturali come concerti o spettacoli ai corsi di formazione/incentive.

Per la gestione e la messa in funzione di un evento ci sono molteplici passi da fare per renderlo efficace e ben riuscito quali:

  1. Ricerca della location e contatti con la proprietà
  2. Contatti col cathering se contemplato nell’evento
  3. Ricerca e selezione di personale di servizio durante l’evento
  4. Gestione della comunicazione sui Social Media e campagna informazione stampa
  5. Creazione liste degli invitati su piattaforme dedicate
  6. Gestione invio inviti e conferme
  7. Programmazione simultanea di newsletter, post e comunicati (con software di programmazione e monitoraggio per social network) nel tempo che trascorre prima dell’evento
  8. Supporto di segreteria organizzativa (24h,mail, telefono) con gestione di chiamate o mail da parte di clienti o invitati per chiarimenti sull’evento o sulla registrazione.
  9. Gestione e programmazione delle comunicazioni di follow up come post con filmati o foto dell’evento o con informazioni sugli appuntamenti successivi
  10. Consegna di liste e statistiche per l’analisi di miglioramento dell’evento e la profilazione di clienti e invitati.

 

Attività di informazioni aziendali

 

La gestione dei dati aziendali è spesso trascurata, anche nelle organizzazioni più grandi. Può essere ancora più difficile gestire i tuoi dati da solo quando gestisci una piccola azienda. Allo stesso tempo, è un peccato lasciare che i dati trascurati o tenuti disordinati ostacolino la tua performance.

Un buon Assistente Virtuale sarà più che capace di eseguire le ultime cinque attività in questo elenco, aiutandoti a rimanere aggiornato sui tuoi dati e sui sistemi di informazione che li elaborano.

  1. Immissione di dati e pulizia per i sistemi di informazioni aziendali (ad esempio, CRM).
  2. Gestione di supporti di archiviazione online come Dropbox, Google Drive o altri.
  3. Fogli di calcolo e / o gestione del database.
  4. Pianificazione e gestione dei backup di dati / sistema.
  5. Monitoraggio e reporting dell’attività concorrente / industriale.

 

Come sfruttare al meglio questo elenco

 

Dopo aver selezionato da qui alcune attività per creare il proprio elenco di attività da far svolgere a un Assistente Virtuale, è possibile utilizzare queste informazioni in vari modi. Ti suggeriamo di usarle per prima cosa per mettere insieme un elenco delle competenze e capacità che vuoi che un VA abbia per il tuo lavoro. Ciò renderà molto più facile trovare la persona giusta per aiutarti a risparmiare tempo con l’outsourcing.

È possibile fare riferimento al proprio elenco anche per ottenere idee per la formazione o istruzione ai collaboratori, per generare domande di intervista ai candidati VA e naturalmente per avviare la delega di compiti in un ordine prioritario, cosa importantissima per far partire bene la collaborazione con l’Assistente Virtuale.

Queste 60 attività elencate potrebbero sembrare troppe ma servono per farti capire quanti compiti possono distoglierti dal tuo “core business”, anche se in tempi diversi e non simultaneamente; ma soprattutto ti vogliono far comprendere quante e quali capacità deve avere un vero Assistente Virtuale su cui puoi fare affidamento a seconda delle tue esigenze. La professionalità, la competenza e l’esperienza non si improvvisano ma si acquisiscono sul campo, ancora meglio se in molti anni di collaborazione lavorativa ad alto livello come ha avuto chi ha fondato Kryva. Ricorda, la delega non è sfuggire alle proprie responsabilità ma è la capacità di essere più responsabili con i propri collaboratori, affidandosi quindi a professionisti capaci in compiti meno strategici o più logoranti ma mantenendo sempre il pieno controllo di essi.

Nella speranza che tu abbia trovato utili i nostri 60 suggerimenti sulle attività delegabili ci piacerebbe sapere qualcosa su quelle che hai esternalizzato con successo a un/una VA e magari conoscere anche quelle che non sono state incluse nella nostra lista ma di cui avresti o hai avuto bisogno. Sentiti libero di condividere le tue esperienze in un commento a questo post.

 

 

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[INFOGRAFICA] Quante ore puoi risparmiare per “averne di più”?

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Ovvero come guadagnare 7-15 ore alla settimana per realizzare i tuoi sogni?

 

Qualche settimana fa ho pubblicato un articolo pratico su come impostare la gestione del tempo partendo dalla matrice di Eisenhower. Se l’hai perso clicca qui.

Ecco un riassunto molto sintetico in questa Infografica.

 

Matrice Eisenhower e la delega

 

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Gestione delle priorità con la Matrice di Eisenhower o di Covey

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Il metodo della matrice di Eisenhower permette la gestione delle priorità attraverso l’analisi e la valutazione delle attività secondo 4 criteri. In ogni caso il punto di partenza è la comprensione delle espressioni urgente e importante.

 

Ciò che è importante raramente è urgente e ciò che è urgente raramente è importante

 

Questa frase, attribuita a Dwight D. Eisenhower, generale e presidente statunitense negli anni 50, è alla base del metodo di ottimizzazione del tempo, noto come Matrice di Eisenhower, detto anche Matrice di Covey dal nome di Stephen Covey, che ne ha approfondito il modello nel suo libro The 7 habits of higly effective people.

La matrice di Eisenhower serve a ordinare le priorità separando ciò che è urgente da ciò che è superfluo, classificando le attività giornaliere in base al loro grado di urgenza e/o importanza.


 

La struttura della Matrice di Eisenhower

Combinando i due parametri si ottengono i quattro quadranti che costituiscono la Matrice di Eisenhower:

matrice Eisenhower o Covey

I due fattori quindi che definiscono un’attività sono l’urgenza e l’importanza.

Le attività urgenti sono evidenti, ben visibili, mettono pressione su di noi, in certi casi sono anche attività facili o divertenti, ma non sono mai veramente importanti. O meglio la loro importanza cambia nel tempo, l’urgenza di ieri, per oggi, è ormai un’attività senza importanza, neanche ci ricordiamo.

Le attività importanti invece sono legate al risultato. Risultato definito dalla nostra missione, dai nostri valori e obiettivi per la vita. Gli obiettivi per la vita, appunto, ci sembra di avere tutto il tempo per farli, e quindi ci lasciamo travolgere dalle attività banali, ma considerate urgenti.

La cosa più difficile è quella di gestire le attività del quadrante I, che sono sia urgenti che importanti, le attività che consumano la maggior parte di noi, rubandoci del tempo prezioso per le attività del quadrante II, quindi le attività strategiche.

Finché ci concentriamo sul quadrante I questo continuerà a ingrandirsi finché non finiremo sotto il suo dominio totale. L’unico sollievo durante le giornate è passare del tempo nel quadrante IV.

Secondo Covey maggior parte dei manager passa il 90% del suo tempo nel quadrante I, e 10% nel quadrante IV. Ora capite che questa situazione evidentemente ci porta a delle situazioni tragiche…! Prima di tutto non si occupano di strategia mentre trascurano del tutto attività come telefonate o email non urgenti. A questo punto abbiamo capito perché certe persone non rispondono mai:-)

Ma il vero problema rimane lo sfuggire dalla pressione del quadrante I, e iniziare a dedicare del tempo per il quadrante II. Tutto ciò che veramente importante sta in questo quadrante. Come dice Peter Drucker

Le persone efficaci non hanno in mente i problemi ma le opportunità.

 

Inizialmente l’unica soluzione è ricavare del tempo dai quadranti III e IV.

Non c’è un metodo veloce o un trucco con cui si risolve tutto in un attimo. Se si parte da zero e non su ha nessuna pianificazione in atto, si deve dedicare almeno una mezza giornata per l’elaborazione di un piano.

Ma come procedere?

 

  • Fare una lista con TUTTE le attività, poi esaminarle e quindi inserirle nella matrice.
  • Una volta riempita la matrice si può iniziare a mettere in atto le azioni necessarie per liberare tempo per il quadrante II. Vi faccio il primo mio regalo, basta cliccare qui per avere la matrice da compilare.
  • Quindi ridurre poi eliminare le azioni superflue e banali del quadrante IV. Si dovrà quindi costruire nuovi abitudini eliminando passatempo inutili. Siccome per creare una nuova abitudine ci vogliono i mitici 21 giorni, ma probabilmente anche un paio di mesi, potrebbe essere utile un Tracker per tenerti motivato.

Scarica il mio tracker che ho preparato per te.

 

  • Automatizzare e delegare le attività del quadrante III.

Ci sono veramente tanti tool per migliorare le proprie procedure; si può partire per esempio dalla gestione della posta e rendere più smart la corrispondenza.

Vi invito a leggere il mio articolo su come migliorare la gestione della posta elettronica e arrivare a (quasi) inbox zero.

Rimarranno fuori le attività che sono urgenti, non automatizzate e non importanti, per cui non serve necessariamente un intervento. Una volta superato il problema di tener tutto sotto controllo da soli, si potrà invece pensare a collaborare con una persona per farsi supportare con queste attività.

E qui che cambia la vita perché dopo aver sistemato i quadranti III e IV, si può avere almeno 4-5 ore settimanali per poter dedicare al PROPRIO quadrante II.

Ora mi chiederete: “ma invece il quadrante I?” Il bello è che una volta gestito meglio il quadrante III e preso in mano il quadrante II, la pressione del quadrante I scende automaticamente, perché non passano più attività dal quadrante III e perché si avranno dei processi più fluidi.

 

Una volta preparata la vostra lista e la vostra matrice potrete contattarmi per una consulenza su come gestire le attività del vostro quadrante III.

E se nel frattempo vorreste fare un calcolo veloce delle vostre attività delegabili e capire quanto tempo potreste guadagnare, vi invito a cliccare qui!

 

Krisztina FekecsGestione delle priorità con la Matrice di Eisenhower o di Covey
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Dimentica la Inbox Zero

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Oggi torniamo a parlare di gestione email, anche tu avrai letto diversi articoli che ti promettono la Inbox Zero, cioè la casella vuota. Come potrai immaginare ci sono delle discussioni infinite e non mancano le persone di successo nel condividere la loro opinione al riguardo.

Tony Hsieh, Founder & CEO di Zappos dice che è assurdo parlare di Inbox zero, siccome è una storia infinita, basta inviare una sola riposta e potresti già avere una mail nella posta in arrivo. Lui per esempio consiglia di rispondere sempre alle mail del giorno precedente.

Eric Schmidt, CEO di Alphabet invece consiglia di rispondere a ogni email che ti arriva molto veloce e brevemente. Sinceramente non sono d’accordo perché diventa una fonte di distrazione e quindi si rischia di arrivare alla fine della giornata senza aver combinato niente o molto poco.

Katia Beauchamp, founder di Birchbox costringe invece il suo team a inserire nelle mail anche la scadenza entro quando necessitano di una risposta. Direi che in Italia non potrebbe mai funzionare, purtroppo!

 

Per arrivare all’inbox zero o quasi potresti usare anche diversi tool, di cui ti ho già parlato in questo articolo.

A quella lista aggiungerei solo Unroll.me per fare una analisi e una pulizia di tutte le iscrizioni a siti. Io ti consiglio di farlo almeno una volta in ogni trimestre, perché le newsletter dopo qualche mese tendono ad esaurirsi.

 

Diciamo che il metodo Inbox zero come concetto va anche bene, perché l’obiettivo sarebbe di dare delle risposte entro tempistiche ragionevoli.  Semmai potremmo aggiungere Inbox zero per il weekend, quindi  gestire tutte le tue mail all’interno di una settimana lavorativa.

 

Il primo passo è definire – come sempre – le nostre priorità. Puoi usare la classica matrice di Eisenhower, e dividere le mail nelle seguenti categorie:

 

Importante – Urgente: priorità assoluta, da gestire subito

Importante – ma non Urgente: decidere sulla scadenza, e quindi programmare

Non è importante – ma Urgente: assoluta priorità per la delega

Non è importante – non è Urgente: nessuna priorità , email da cancellare(disiscriversi)

 

Ed ora un piccolo trucco per creare una to do list dalle tue email.

Apri un foglio in Google sheets con delle colonne che vuoi inserire nella tua lista.

Poi registrati su Zapier (ti basta la versione gratuita) e crea velocemente la tua prima Zap, Gmail – Google sheets, quindi potrai estrarre dalla tua posta elettronica una bella to do list in 1 minuto!

Subito dopo potrai riempire le colonne “priorità” e “ azione”, e quindi praticamente avrai  fatta la tua to do list. Trattandosi di un Google doc la potrai condividere anche con la tua collaboratrice per far gestire subito le mail con priorità “delegare”

to do list con zapier

Quindi penso che sia più importante creare delle procedure che arrivare a Inbox zero, anche perché potrebbe causarti tanta ansia e anche insoddisfazione!

 

Le attività che avranno una scadenza o sono relative a qualche progetto attivo, sempre con una semplice Zap, possono essere trasformate in una Card su Trello, quindi eventualmente anche condivise con il resto del tuo team.

 

Fai una prova, e fammi sapere! Domani che è venerdì puoi creare la tua lista e metterla in pratica subito da lunedì! Buon lavoro

 

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