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La domanda più frequente: Posso fidarmi di una collaboratrice virtuale?

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In realtà penso che non è tanto diverso da un rapporto di lavoro tradizionale. C’è la prima impressione, il periodo delle verifiche, insomma si costruisce col tempo. E’ inutile dire che puoi fidarti di me, serve tempo per conquistare la fiducia del cliente, come serve tempo per conquistare la fiducia del tuo collaboratore. Eh sì, siamo nella stessa situazione, io non ti conosco, come tu non conosci me. L’unica cosa che possiamo fare, iniziare a costruire una collaborazione basata sulla fiducia.

Come si può sviluppare un rapporto di fiducia di lunga durata?

In contrario a una selezione tradizionale, la prima impressione te la fai sul web, controllando i profili social e il sito web della tua candidata. Ricordati di dare un occhio oltre al profilo professionale di Linkedin anche al profilo privato di Facebook ; eventualmente puoi monitorare per un breve periodo anche le sue interazioni all’interno dei gruppi.

Fondamentale è organizzare una prima call per guardare in faccia la tua potenziale collaboratrice, e farle tutte le domande possibili. Devi raccontare anche di te stesso, delle tue priorità e delle tue pretese. Spesso non basta una sola consulenza, ma potrebbero servirne altre, prima di tutto se si tratta di una prima “esperienza virtuale”.

Il rapporto tradizionale di lavoro si avvia sempre con un periodo di prova, che è consigliabile anche per le collaborazioni virtuali. Le proposte tipo “un’ora di prova” penso che non servano a nulla, per capire se possiamo lavorare insieme ci vuole almeno un mese. Solo dopo sarai in grado di decidere se continuare con la persona scelta. In ogni caso serve ulteriore tempo per conquistare la fiducia del cliente, e bisogna dimostrare la buona volontà ogni giorno, come nella vita in generale.

E’ una buona prassi consegnare le attività con gradualità, partendo dai task meno riservati, e quindi  costruire solide basi per un rapporto di fiducia.

Per tutelare la privacy è indispensabile stipulare un contratto, definito nel tempo e nei costi, fin dai primi giorni.

Una nota finale: le assistenti virtuali sono imprenditori  come te, tutta la loro attività si basa sulla fiducia, l’etica e sulla lealtà.

Krisztina FekecsLa domanda più frequente: Posso fidarmi di una collaboratrice virtuale?

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