L’importanza di avere un team | Intervista con Simone Serni

 In Arte della delega / Interviste

Questa settimana vi presento Simone Serni di socialmediamktg.it. Ci spiega come per lavorare su tanti fronti e ottenere buoni risultati serva un team di collaboratori delegati.

 

Krisztina: Ti presenti con qualche parola Simone?

Simone Serni: Svolgo l’attività di Marketing Manager da oltre 12 anni, negli ultimi 5 anni per un’importante azienda Bolognese leader di mercato nel settore “Identificazione automatica e Mobile Computing”.

Inoltre, dal 2013 ho iniziato a svolgere attività di consulenza manageriale per le PMI, corsi e workshop dedicati in particolar modo alle nuove tematiche di Digital & Social Media Marketing. Ho dato vita a Social Media Marketing Italia, nato come un semplice portale raccoglitore di “richieste d’aiuto” (provenienti da persone fisiche e PMI), sviluppatosi poi in un team di professionisti, ognuno specializzato in particolari ambiti riguardanti il Marketing e la Comunicazione.

KF: Come è cambiata nel tempo la tua struttura/gestione?

SS: Parlando della mia esperienza lavorativa (12 anni svolti in 2 aziende) come Marketing Manager, ricordo bene come dieci anni fa l’approccio al Marketing da parte delle PMI fosse seriamente incompleto. Non esisteva una vera e propria alfabetizzazione riguardo  a: pianificazione attività, ricerca, analisi mercato, controllo. Ogni scelta, da parte del Presidente dell’azienda veniva presa molto “di pancia” e in base a parametri completamente irrazionali: fiuto negli affari.

Il ruolo di Marketing Manager non è stato semplice, soprattutto perché in azienda ero il solo ad aver un background “marketing e comunicazione” e le persone inserite nel team marketing sono cambiate nel tempo e con background non specifico. L’elemento di maggiore importanza in questo contesto era: creare una squadra coesa e fedele.

KF: Quando e perché hai pensato la prima volta a delegare?

SS: Delegare non è semplice. E’ molto più complicato di quello che si potrebbe immaginare. Perché? Perché in gioco c’è il tuo nome e la fiducia che l’azienda/il Presidente ha dato a te (solo a te). E’ ovvio, dipende molto dal tipo di attività che devi delegare, ma scegliere un collega a svolgere attività “strategiche” precedentemente tue, serve molta fiducia. La prima volta ho delegato piccole attività di: analisi e creazione di campagne email marketing.

KF: Come ti sentivi?

SS: Ero fiducioso. Inoltre, nei primi passi della delega è importante dare totale appoggio. E’ sufficiente dire: per qualsiasi dubbio non preoccuparti di disturbarmi. Il primo giorno i dubbi possono essere dieci, ma già il secondo giorno sono appena uno o due.

KF: Come hai affrontato la prima esperienza? Eri scettico o fiducioso?

SS: Sono stato fiducioso, per due motivi determinanti:

  • Ho vissuto questo passaggio personalmente 14 anni fa (ci fu qualcuno che ebbe fiducia in me)
  • Per lavorare su tanti fronti e ottenere buoni risultati serve un team

KF: Avevi un piano per la procedura della delega?

SS: Il piano riguardava un’attività che reputavo perfetta per il mio collaboratore e due momenti di approvazione dell’operato, in modo da non farlo sentire completamente lasciato allo sbaraglio.

KF: Come hai scelto le attività da delegare?

SS: In base alle capacità del collaboratore. Aveva abilità in quell’ambito e nutriva forte interesse.

KF: Come hai gestito la comunicazione?

SS: Ho parlato con lui presentando l’attività che doveva essere svolta. Gli ho comunicato che secondo me lui era la persona giusta che poteva svolgere al meglio il lavoro e gli ho chiesto il suo parere.

KF: Era un’esperienza positiva?

SS: Sì, ci avevo visto giusto.

KF: Se sì, qual è stata la successiva attività da delegare?

SS: Il secondo tipo di delega è stata sempre nello stesso ambito di lavoro ma con alcune difficoltà in più, sia nello svolgimento ma soprattutto nell’organizzazione del lavoro con altri due elementi del team.

KF: Che bilancio hai fatto dopo la prima delega in termini di tempo e soldi guadagnati?

SS: La delega ha ampiamente facilitato e velocizzato il risultato. Probabilmente in termini di tempo ha dimezzato i giorni di realizzazione/completamento.

KF: Sei riuscito a stabilire una procedura per la delega?

SS: Individuazione del collaboratore giusto e colloquio con lui /lei

KF: Come scegli la persona?

SS: Abilità e interesse mostrato nell’ambito di quelle attività

KF: Quale è la caratteristica più importante per te?

SS: Passione e umiltà

KF: Come ti ha cambiato la vita /la tua attività la delega?

SS:  Sono riuscito a svolgere un maggior numero di attività/lavori, a volte, anche in 1 solo giorno (grazie a 2 o 3 collaboratori)

KF: Cosa consiglieresti a una persona che sta valutando di iniziare a sperimentare la delega?

SS: Scegliere il giusto collaboratore e motivarlo. La prima volta è meglio che svolga un’attività “nelle sue corde” (che sente vicina alle sue possibilità e interessi lavorativi).

KF: Cosa pensi della fiducia?

SS: La fiducia è necessaria. Senza fiducia non è possibile creare alcun tipo di rapporto, sia lavorativo che sentimentale.

KF: Quale è stato un punto critico della collaborazione?

SS: Il punto più critico della collaborazione, forse, è l’indipendenza, che può sfociare in egoismo e arrivismo. Spiego meglio: finché i collaboratori si sentono in crescita e hanno necessità di suggerimenti, il leader ha pieno controllo di loro.

Nel momento in cui essi iniziano a sentirsi autonomi (in base ai diversi caratteri personali) possono iniziare anche a minare il team di lavoro, con egoismo e lotta di potere. Ma anche tutto questo è umano e può essere gestito.

 

Delega le attività in cui la tua creatività personale non è indispensabile e ottieni risultati già dopo il primo mese.

 

 

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