L’arte della delega | Intervista con Carina Fisicaro

 In Arte della delega / Interviste

 

Per la maggior parte dei professionisti arrivare al punto di dover delegare è un momento importante e impegnativo. Vuol dire che l’attività sta crescendo quindi non si può portare avanti tutte le attività da soli.

Qual’è il momento giusto per iniziare a delegare? Sicuramente non quello quando si è già troppo saturi e si è arrivati al proprio limite.

In realtà la delega inizia molto prima, con l’affrontare il passaggio  – in certi casi molto sofferto – di far entrare altre persone nel proprio business, con la preparazione di una procedura sulle attività da delegare, e con la ricerca di persone.

Quando si arriva a dover o voler delegare, si dovrebbe quindi essere pronti a delegare con SUCCESSO.

Gli esempi e l’esperienza di persone di successo, di quelle che hanno già affrontato questo passaggio difficile, penso che possa essere molto utile a tutti quelli che desiderano costruire e far crescere il proprio business online ma non solo.

Con questa prima puntata do via a una serie di interviste che cercano di approfondire al meglio l’arte della DELEGA.

La prima intervista è stata fatta con una donna energica e dinamica che lavora per ispirare le donne a vivere al meglio il proprio tempo!

 

Krisztina Fekecs: Ti presenti brevemente?

Carina Fisicaro: Sono Carina Fisicaro, 43 anni, di Buenos Aires, Argentina ma da più di 20 anni residente in Italia a Porto Recanati. Compagna di Romano, mamma di Carlotta e nonna di Sofia e di Amelia.

Come lavoro faccio la Ricercatrice e Life e Business Coach per le donne; ossia attraverso percorsi di consapevolezza e crescita personale aiuto le donne a migliorarsi, a trovare soluzioni a problematiche che si trovano ad affrontare e a raggiungere obiettivi prefissati sia nell’ambito lavorativo che quotidiano (famiglia, figli, amicizie).

Svolgo questa professione perché credo profondamente nel potenziale femminile e nella capacità che solo le donne hanno di mettersi in gioco, di evolvere, di reinventarsi e di rinascere anche mille volte.

La vita mi ha spesso posto di fronte a sfide importanti e difficili: ho perso mio padre a 18 anni ed essendo io la più grande di 4 sorelle sono diventata subito molto responsabile, mi sono sposata giovanissima e diventata mamma di Carlotta a soli 22 anni questo a cambiato la mia vita radicalmente, e ne sono felice!

Momenti duri, intensi, faticosi ma che mi hanno dato la motivazione a cercare soluzioni e strumenti per riemergere più forte. Una ricerca continua, un percorso interiore e spirituale che si è trasformato nel tempo, grazie anche ad approfonditi studi di formazione e tecnica, in una vera missione di vita.

L’essere riuscita ad accettare ed integrare il dolore di una perdita e a trasformare il difficile rapporto con Carlotta in una relazione madre-figlia che mi appaga e mi nutre, mi ha portato al desiderio di comunicare alle donne che ci sono strade da percorrere e strumenti da utilizzare per accelerare ed addolcire un percorso di cambiamento.

Voglio aiutarle nel raggiungere quella consapevolezza di se stesse che le rende più forti e più solide nell’accettare le sfide e nel cucirsi addosso la vita che desiderano.

KF: Da quanto tempo svolgi la tua attività?

CF: Dal 2010, e dal 2013 sono presente anche online

KF: Come è cambiata nel tempo la tua struttura/gestione?

CF: La mia attività di coaching naturalmente me la gestisco da sola, mentre per le attività operative ma non strettamente legate al coaching, quindi come la cura della mia presenza online, sito web ed altre attività simili, saltuariamente mi appoggio a vari professionisti.

KF: Quando e perché hai pensato la prima volta a delegare?

CF: Quando ho deciso di portare online la mia attività, non avevo nessuna conoscenza e competenza per creare e gestire un sito web, e per creare una newsletters.

KF: Come hai affrontato la prima esperienza? Eri scettica o fiduciosa?

CF: Come spesso succede ho chiesto consiglio a una persona che conoscevo già e diciamo che era già del settore.

In realtà lui non aveva le competenze per seguire la creazione del mio sito web e quindi ha fatto una subdelega…con tempo ho capito che la persona coinvolta non era la persona giusta per me.

Chiaramente all’inizio avevo un budget ridotto per investire in questa parte della mia attività di formazione, e ho cercato una soluzione economica. Ho sbagliato. Forse ho risparmiato dei soldi ma ho perso tempo.

KF: Quale task hai delegato la primissima volta?

CF: La creazione de mio sito web.

KF: Avevi un piano per la procedura della delega?

CF: No, nessuna procedura. Ho iniziato la mia ricerca tramite le mie conoscenze.

KF: Come hai scelto le attività da delegare?

CF: Era semplice, mi serviva una persona per un’attività che per me all’epoca era impossibile da gestire.

KF: Era un’esperienza positiva?

CF: No purtroppo. Dopo che il sito era già funzionante io comunque avevo bisogno di un supporto più o meno regolare, ma non in quantità che mi permettesse di attivare una collaborazione continuativa.

Inoltre la persona non era in grado di gestire le mie richieste con la prontezza che mi aspettavo. Ho deciso di interrompere la collaborazione, e dedicare tempo – non poco – per imparare le attività basilari per poter portare avanti la mia attività anche online.

Devo dire che nell’esperienza negativa questa era la parte positiva. Perché mi ha costretto a imparare delle nuove cose che oggi mi fanno pure divertire.

Era un’altra occasione per andare oltre i miei limiti e quindi un’ulteriore occasione per crescere.

KF: Hai riprovato con altre attività/persone o semplicemente hai rinunciato?

CF: Rinunciando temporaneamente mi sono quindi trovata costretta a imparare da sola tante cose, ma poi a proposito di un mio evento ho dovuto chiedere aiuto di nuovo.

Questa volta mi sono fatta consigliare da una persona esperta del settore, infatti sono rimasta soddisfatta.

KF: Che bilancio hai fatto dopo la prima delega in termini di tempo e soldi guadagnati?

CF: Avrei potuto velocizzare molto di più se non avessi perso tempo con delle persone meno qualificate e mi fossi rivolta da subito ai veri professionisti.

In realtà avrei potuto risparmiare anche dei soldi se avessi investito un po’ di più subito all’inizio. Per il risparmio economico ho pagato anche con il mio tempo.

Questo è sbagliato, perché il nostro tempo, la nostra vita ha un valore, anche elevato. E’ una delle tante cose che insegno alle donne che seguo, la valorizzazione del proprio tempo.

Ritengo che imparare a delegare per le donne sia indispensabile, anche se è molto impegnativo per noi donne perché vorremmo fare tutto da sole!

Invece dobbiamo valutare bene il valore del nostro tempo, e dare priorità alle nostre vere attività e/o alle nostre priorità e delegare il resto a persone che hanno gli strumenti che noi non abbiamo. Dopo aver superato il problema della delega rimane comunque il problema di trovare la persona giusta.

Oggigiorno sul web ci sono purtroppo tante persone che sulla carta sono bravissime ma quando si parla di un aiuto effettivo invece capisci che mancano le vere competenze.

A me piace essere consigliata, e pretendo di avere dei consigli personalizzati, quindi quelli più adatti alla mia attività ma anche alla mia personalità.

KF: Sei riuscita a stabilire una procedura per la delega?

CF: Non ho una vera procedura ma diciamo che ho trovato un canale che mi permette di avere dei consigli affidabili.

Infatti se dovessi aver bisogno di un altro tipo di supporto chiederei comunque tra le mie conoscenze, poi andrei un po’ a indagare online ed infine chiederei un colloquio.

KF: Quale è la caratteristica più importante per te?

CF: Per me la priorità assoluta è che la persona s’impegni! Se per caso arriva a un punto critico che non sa come affrontare un problema, apprezzo che  si impegni a trovare una soluzione dedicando attenzione e tempo alla mia attività.

KF: Come ti ha cambiato la vita /la tua attività la delega?

CF: Grazie alle deleghe sbagliate ho avuto modo di imparare tante cose nuove, che oggi mi fanno pure divertire. Ma naturalmente la mia attività principale rimane il coaching, quindi aiutare le donne ad avere una vita piena di soddisfazioni.

Le attività di contorno devono essere gestite diversamente per poter essere focalizzata sulle mie priorità.

KF: Cosa pensi della fiducia? Secondo te vale la prima impressione anche in modalità virtuale?

CF: Penso che vada conquistata passo passo come nei rapporti reali, e che serva tempo per avere fiducia del collaboratore. Penso che sia molto importante che si crei una certa energia tra di noi.

In genere comunque per me non è un problema, penso che il o la professionista deve avere i propri spazi per esprimere la sua creatività, ma naturalmente io osservo tanto e quindi reagisco subito se qualcosa non va.

Sono d’accordo con te che la prima impressione esiste anche in modalità virtuale, preferisco sempre lavorare con una persona che sento allineata con i miei valori.

KF: Qual è stato il punto critico nella prima collaborazione?

CF: Dalla persona precedente mi aspettavo più propositività! Io ho deciso di delegare certe attività perché non avevo le competenze necessarie, e quindi mi aspettavo qualche consiglio in più!

KF: Hai un messaggio particolare alle persone che ci leggono?

CF: Assolutamente sì. Dovete dare il vero valore al vostro tempo che deve essere dedicato alle cose più importanti della vostra vita! Non buttatelo via!

Parleremo di questo e di tanti altri argomenti importanti durante l’evento Donne che ispirano le donne il 11 e 12 marzo a Riccione, il primo evento di formazione al femminile che vede sul palco 17 speaker!

 

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